L'ex cava Alberti di Crema "contaminata da rifiuti interrati": al via il processo
In due finiti sotto accusa per reati ambientali. In aula la testimonianza di Ettore Aschedamini, che nel 2022 presentò un esposto ai carabinieri della forestale
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“Per tanti anni è stata la discarica di Crema. Tutti i rifiuti che venivano raccolti sul territorio venivano trasportati e stoccati alla ex cava Alberti di Santa Maria“. Lo sostiene Ettore Aschedamini, 65enne di Pianengo, invalido civile, che il 2 maggio del 2022 aveva presentato un esposto per “segnalare ed evidenziare l’alto livello di rischio idrogeologico ed ambientale” dovuto alla contaminazione dell’area da rifiuti industriali.
Oggi si è aperto il processo nei confronti del proprietario dell’ex cava, 34 ettari complessivi a ridosso del fiume Serio, acquistata all’asta nel settembre del 2021, e del curatore fallimentare, accusati di reati ambientali. Per la procura, dal 25 marzo del 2021 il proprietario avrebbe effettuato una “gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi costituiti da cumuli di frammisti inerti da demolizione e frammenti di fibrocemento contenenti amianto situati nella zona est collocata tra i due laghetti di cava”.

L’imputato è anche accusato di “gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi derivanti dalla pregressa e cessata attività della cava, costituiti da cumuli di terreni da riporto contenenti macerie e laterizi misti a terreni naturali composti da sabbie, ghiaie e limi, situati nella zona a sud ovest”.
“La cava era una discarica di inerti provenienti dall’edilizia”, ha detto in aula Aschedamini. “Quella montagna di rifiuti l’ho vista nascere, ho visto macinare gli inerti provenienti dall’edilizia e l’amianto“. “In quelle zone sono cresciuto”, ha raccontato l’autore dell’esposto. Lì nuotavo e andavo in bicicletta. Ora questa zona è ad altissima diffusione di patologie tumorali. Si parla di rifiuti urbani, rifiuti tossici nocivi. Ho movimentato mezzo mondo e i media per far conoscere la situazione, descritta anche in un dossier. Ci ho messo l’anima e ho sofferto tanto“.
Si torna in aula il primo febbraio dell’anno prossimo.