Cronaca

"Chiamati due volte": la testimonianza e la storia dei 19 cristiani, martiri d'Algeria

La mostra "Chiamati due volte" alle Sale Agello, a Crema, ricorda i 19 cristiani martiri d'Algeria, segno di dialogo e pace tra cristiani e musulmani

Servizio di Sabrina Grilli
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Volevano essere cristiani tra i musulmani e ancora oggi lasciano in eredità la testimonianza di un’amicizia e un dialogo possibile fra fedi diverse, un messaggio di pace, speranza e riconciliazione.
Sono i martiri d’Algeria, 19 cristiani uccisi in attentati terroristici durante il decennio nero dal 1992 al 2002, in un periodo in cui il Gruppo Islamico Armato provocò 150.000 vittime.
La loro storia è  raccontata nella mostra “Chiamati due volte”, allestita nelle Sale Agello del Museo Civico Cremasco, dal 18 al 26 aprile.

“Perché ‘Chiamati due volte’? La prima volta – ha esordito Giuseppe Pizzocri, del Centro Culturale Cremasco Stefan Wyszynski – è la vocazione propria di ciascuno di noi, in questo caso per i martiri cristiani è la vocazione al sacerdozio, alla vita consacrata; la seconda volta, invece, quando hanno scelto di ‘restare’ sebben avessero la possibilità di ‘scappare’. Il vescovo, le autorità religiose hanno chiamato ciascuno personalmente e hanno chiesto loro di decidere: c’era la possibilità concreta, il rischio di perdere la vita o la possibilità di andarsene. Hanno scelto, tutti, di restare perché volevano restare con la gente con cui avevano vissuto per decenni, non potevano abbandonarli”.

 

Presentata al Meeting di Rimini nel 2025, la mostra itinerante è arrivata a Crema grazie al centro culturale Stefan Wiszynski e l’associazione Porto Palos con il patrocinio della Diocesi di Crema e l’Amministrazione comunale.
E’ stata inaugurata a pochi giorni dal viaggio di papa Leone XIV in Algeria; una coincidenza felice perché anche il papa ha ricordato i 19 martiri d’Algeria, beatificati nel 2018 a Orano, proprio nel Paese africano. Prima volta della beatificazione di martiri cristiani in un Paese musulmano.

“Abbiamo deciso di portare a Crema questa mostra – prosegue Giuseppe Pizzocri – perché riteniamo, posto che il tema della presenza di una comunità musulmana sul nostro territorio è comunque concreto, reale, sia bello poter esprimere un punto di vista su questa convivenza, sui rapporti pacifici tra noi cristiani e i musulmani. In questi giorni alcuni studenti musulmani dell’associazione Porto Palos, colpiti dall’esempio di questi martiri cristiani,  faranno da guida, durante la mostra, ai visitatori”.

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