A Crema si parla esperanto: alla scoperta della lingua importata dal cremasco Marignoni
La Giornata Marignoni ha coinvolto studenti e istituzioni in un evento ricco di cultura, riflettendo sull'importanza dell'esperanto per la pace e il dialogo
Si è svolta in mattinata, nella Sala Alessandrini a Crema, la quinta Giornata Marignoni, iniziativa promossa dalla Federazione Esperantista Italiana per ricordare Daniele Marignoni, figura cremasca di rilievo nato nel 1846 e scomparso nel 1910, tra i principali diffusori in Italia della lingua esperanto.
La manifestazione ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Superiore Sraffa in un programma dedicato alla diffusione della lingua internazionale e alla valorizzazione del suo significato culturale e sociale.
Dopo i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale, portati dall’assessore alla Cultura Giorgio Cardile e da Emanuela Nichetti, la presidente della Federazione Esperantista Italiana, Laura Brazzabeni, ha introdotto i temi dell’evento. A seguire si è tenuto l’intervento “Pillole di Esperanto”, curato da Gianantonio Pfleger, pensato per avvicinare i ragazzi ai principi fondamentali della lingua internazionale.
Spazio anche alla musica con il progetto “Blu Orizonto. Zamenhof, un ideale che diventa musica”, con Mario Migliucci e Chiara Raggi, che ha unito musica e teatro per raccontare la figura di Ludwik Lejzer Zamenhof, ideatore della lingua esperanto, e i suoi ideali di pace e dialogo tra i popoli.
Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato come l’esperanto, grazie alla sua struttura semplice e regolare, continui ancora oggi a rappresentare uno strumento di comunicazione tra culture diverse, parlato da circa due milioni di persone nel mondo e portatore di un ideale di convivenza pacifica. La giornata si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro in memoria di Marignoni, oggi sepolto nel Famedio del cimitero di Crema.
Nel suo intervento, la presidente Laura Brazzabeni ha sottolineato: “Le scuole sono il punto di partenza per il futuro, per il domani. La lingua esperanto viene insegnata tramite diversi progetti come lingua internazionale e come strumento di educazione interculturale e multietnica. È una lingua universale nata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che diventa anche uno strumento per parlare di pace”.
L’assessore Giorgio Cardile ha invece evidenziato il valore attuale del messaggio esperantista: “È estremamente interessante perché parliamo di una lingua universale che nasce in una fase precedente allo scoppio della Prima guerra mondiale, un’epoca che poi porterà ai nazionalismi, mentre già allora emergeva una spinta verso un linguaggio universale e internazionale della pace. È importante riflettere su questi temi insieme ai ragazzi, soprattutto in tempi come quelli attuali, segnati da guerre e conflitti”.