Cronaca

In carcere per droga un 20enne di san Bernardino: è lo stesso quartiere dell'omicidio di Pasquetta

Nella sua abitazione la Polizia aveva trovato nel 2023 60 grammi di cocaina e 400 di hashish. Dovrà scontare un pena complessiva di quasi tre anni

Case popolari a San Bernardino
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Quasi tre anni di carcere per spaccio di stupefacenti: è questa la pena che deve espiare un ventenne tunisino, abitante a Crema nel quartiere di san Bernardino, lo stesso in cui si è consumato il brutale delitto di Hamza Salama nella notte di Pasquetta. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Cremona è stato eseguito ieri dalla Polizia di Stato che ha rintracciato il giovane nella propria abitazione.

I fatti risalgono ad ottobre 2023, quando il 20enne – con diversi precedenti per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché per ricettazione, furto, lesioni personali – era stato arrestato al termine di un’attività investigativa svolta dal personale del Commissariato di Polizia di Crema.

In quella circostanza, durante la perquisizione eseguita presso l’abitazione del giovane (la stessa in cui è stato rintracciato ieri per l’arresto), erano stati rinvenuti e sequestrati circa 60 grammi di cocaina e 400 grammi di hashish, oltre ad un bilancino di precisione e denaro contante. A seguito della sentenza di condanna il giovane tunisino dovrà stare in carcere 2 anni, 11 mesi e 28 giorni di reclusione.

Un quartiere, San Bernardino, dove abitava il 20enne arrestato, già attenzionato dalle forze dell’ordine proprio per le numerose segnalazione degli abitanti legate allo spaccio di sostanze, anche tra minorenni.

E’ infatti nato nel giardino di Margherita Hack, nel quartiere delle case popolari di via Vittorio Veneto, il litigio che poi è sfociato nell’omicidio di Hamza Salama, il ragazzo egiziano di 20 anni, ucciso a sprangate e coltellate in via Brescia, a Crema, nel giorno di Pasquetta.

Un delitto per cui il presunto autore è già stato assicurato alla giustizia: un 17enne di origini marocchine, anch’egli residente in zona. E la droga potrebbe essere il movente della brutale aggressione che ha portato alla morte del 20enne egiziano. Sembra infatti che il litigio sia maturato all’interno di un regolamento di conti riguardante lo spaccio.

 

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