Omicidio di Crema, l'appello di Brambini (PD): “Non bastano repressione e condanna morale”
La segretaria del PD di Crema, Cecilia Brambini, invita a riflettere sulle cause della violenza giovanile, proponendo politiche di inclusione e prevenzione
Leggi anche:
“Di fronte a episodi così gravi, al dolore di un genitore e di un’intera comunità, bisognerebbe prima di tutto tacere e riflettere”. Esordisce così la segretaria del circolo PD di Crema Cecilia Brambini, invitando innanzitutto ad abbassare i toni e ad approfondire le radici del disagio.
“Non bastano la condanna morale, per quanto doverosa, né la semplice presa d’atto dell’emergenza”, afferma Brambini, sottolineando la necessità di interrogarsi sulle responsabilità di adulti e istituzioni.
Il PD evidenzia come la violenza giovanile non possa essere ridotta a una questione di origine o spiegata con una sola causa. “Si tratta di un fenomeno trasversale”, prosegue la segretaria, “che riguarda i giovani indipendentemente dalla loro provenienza e che si inserisce in un più ampio quadro di crisi educativa, relazionale e sociale”. Tra gli esempi citati, anche i recenti fatti di Fano, indicati come manifestazione di una fragilità diffusa.
Nel documento vengono elencate diverse concause: fragilità emotive, famiglie sotto pressione, carenza di figure adulte credibili, difficoltà del sistema scolastico e modelli aggressivi diffusi anche attraverso i social. In questo contesto, “per alcuni giovani la violenza diventa l’unico linguaggio disponibile”, una forma distorta di ricerca di identità e riconoscimento.
Particolarmente critica la posizione sul tema sicurezza. “È sbagliato credere che la sola repressione, o qualche telecamera in più, possano essere sufficienti”, dichiara Brambini. “La repressione è doverosa quando necessaria, ma da sola interviene solo a danno già avvenuto: non previene, non educa, non costruisce”. Al contrario, secondo il PD, la sicurezza si fonda su relazioni, inclusione e presidi educativi.
Un passaggio centrale riguarda l’integrazione, che “non è mera presenza sul territorio, ma partecipazione piena alla vita comune“. Da qui l’appello a rafforzare percorsi di inclusione, mediazione culturale e accompagnamento educativo, affinché i giovani possano sentirsi parte della comunità.
Il PD cremasco rivendica il proprio impegno su questi temi e chiede un cambio di approccio: “passare da una politica che si limita a registrare la crisi a una politica che la governa”, senza cedere a logiche di contrapposizione o propaganda.
Tra le proposte indicate figurano investimenti in scuola, servizi sociali e politiche giovanili, oltre alla creazione di spazi di ascolto, attività sportive e culturali e opportunità di lavoro nelle aree più fragili. “Non solo risposte a posteriori, ma azioni capaci di ridisegnare la qualità della vita comune”, sottolinea Brambini.
In conclusione, la segretaria ribadisce il principio guida dell’intervento: “La vera misura della maturità democratica di una comunità non è la durezza delle sue pene, ma la capacità di prevenire la violenza prima che esploda“. Un impegno che, conclude, deve tradursi in azioni concrete per evitare il ripetersi di tragedie e sostenere le nuove generazioni e le loro famiglie.