Settimana corta: le scuole di Crema favorevoli ma a determinate condizioni
Il 15 aprile i dirigenti scolastici della provincia di Cremona si riuniscono per valutare la proposta della settimana corta e le sfide logistiche legate ai trasporti
Tutti convocati. Il 15 aprile i dirigenti scolastici della provincia di Cremona incontreranno il presidente della provincia, Roberto Mariani, per discutere delle proposte di settimana corta da lui avanzate, allo scopo di risparmiare sulle bollette degli istituti scolastici e di razionalizzare meglio il trasporto pubblico degli studenti. A Crema sono diverse le scuole interessate dalla proposta di articolare l’orario delle lezioni su cinque giorni settimanali, dal lunedì al venerdì, con chiusura al sabato.
Per Paolo Carbone, dirigente in reggenza dell’Istituto Sraffa-Marazzi, il provvedimento interesserebbe solo l’Istituto Sraffa, perché il Marazzi applica già la settimana di frequenza dal lunedì al venerdì. Non ha preclusioni sulla possibilità di adottarla, ma riscontra una criticità nei trasporti. L’impatto per la riorganizzazione degli orari non è banale; tuttavia, si dichiara favorevole nella misura in cui si trovi una soluzione condivisa, pur tenendo conto delle specificità delle singole scuole.
Si dichiara invece già pronto e organizzato per introdurla il dirigente dell’Istituto Munari, Simone Fermi Berto. Nel liceo delle scienze umane la settimana corta è già in vigore; ora si è pronti per applicarla anche al liceo artistico e all’indirizzo tecnico. Si tratta solo di condividere con la Provincia e il sistema dei trasporti gli orari affinché, come noto, i ragazzi non siano penalizzati.
La dirigente dell’Istituto Galilei, Paola Orini, si è dichiarata favorevole, ma solo a determinate condizioni: deve esserci una ridistribuzione dei trasporti che incrementi le corse infrasettimanali. Ciò che prima era spalmato su sei giorni deve essere ottimizzato in cinque; inoltre, occorre risolvere il problema delle palestre, spesso utilizzate il sabato e ora da rendere disponibili durante la settimana. Non esclude quindi che in futuro si possa arrivare all’adozione della settimana corta, ma ci vuole ancora tempo e una soluzione alle criticità emerse. Favorevoli anche i dirigenti del Pacioli e dello Stanga, che applicano già la settimana corta.