Cronaca

Energia, Confcom: “Nuovi rincari in arrivo, servono interventi urgenti per le imprese”

Nel caso di una stabilizzazione dei prezzi ai livelli attuali, la spesa per l’energia elettrica potrebbe crescere dell’8,5%, mentre in uno scenario più critico l’aumento arriverebbe fino al 13,9%

Confcom interviene sul caro bollette
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Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran stanno producendo nuovi effetti sui mercati energetici globali, con ricadute dirette sulle imprese del terziario anche nel territorio cremonese.

Secondo l’analisi di Confcommercio e CER – Centro Europa Ricerche, già nei primi mesi del 2026 si prospettano aumenti significativi delle bollette di elettricità e gas, con scenari che variano in base all’evoluzione del conflitto.

Nel caso di una stabilizzazione dei prezzi ai livelli attuali, la spesa per l’energia elettrica potrebbe crescere dell’8,5%, mentre in uno scenario più critico l’aumento arriverebbe fino al 13,9%. Ancora più marcato il rincaro del gas, con incrementi stimati tra il +30% e il +43,5%. Un impatto che rischia di colpire in modo particolare le micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, già messe alla prova da un contesto economico complesso.

Tra le attività più penalizzate figurano alberghi, ristoranti, bar e negozi, con aumenti mensili che, nello scenario peggiore, possono superare i 1.000 euro per alcune tipologie di esercizi.

I settori più colpiti: alberghi medi (consumo 230.000 kWh) con bolletta elettrica +965 euro, gas +1.200 euro al mese nello scenario peggiore; bar (17.000 kWh) con elettricità +87 euro, gas +196 euro, ristoranti (31.000 kWh) con elettricità +146 euro, gas +508 euro; negozi non alimentari (16.000 kWh) con aumenti simili ai bar.

 

Le imprese del terziario non possono essere lasciate sole di fronte a una nuova ondata di rincari energetici – dichiara Andrea Badioni, presidente di Confcom- Confcommercio Provincia di Cremona –. Dopo gli anni già difficili legati alla crisi del 2022, il sistema produttivo locale ha bisogno di stabilità e certezze, non di nuovi shock che rischiano di erodere ulteriormente la competitività delle nostre attività. Il rischio è quello di vedere compromessa la sostenibilità economica di molte micro e piccole imprese, che rappresentano il cuore del tessuto commerciale e dei servizi del nostro territorio”.

Andrea Badioni

 

Per contenere l’impatto dei rincari e ridurre la volatilità dei prezzi, Confcommercio indica alcune linee di intervento prioritarie: favorire l’aggregazione della domanda energetica, per consentire anche alle piccole imprese di accedere a condizioni più vantaggiose; incentivare contratti di lungo periodo legati a fonti rinnovabili; semplificare gli investimenti in efficientamento energetico, riducendo burocrazia e tempi autorizzativi.

Alla base dei rincari vi è la forte dipendenza energetica dall’estero: oltre il 90% per il petrolio e più del 97% per il gas. Un fattore che rende il sistema italiano particolarmente esposto alle tensioni geopolitiche, soprattutto in aree strategiche come lo Stretto di Hormuz. “Serve una strategia chiara e tempestiva – conclude Badioni – che metta al centro le imprese e consenta di affrontare questa fase con strumenti adeguati. Energia e competitività sono oggi due facce della stessa medaglia: senza interventi concreti, il rischio è frenare la crescita del nostro territorio”.

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