Cronaca

CER Palate e Fontanili operativa: nel Cremasco parte la condivisione di energia rinnovabile

Conclusa l’istruttoria GSE: la CER Palate e Fontanili entra in funzione con 9 Comuni e la Diocesi di Crema, avviando produzione e condivisione di energia rinnovabile

Il CdA della CER Palate e Fontanili
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La transizione energetica del territorio cremasco compie un primo passo concreto. A poco più di un anno dalla firma degli atti costitutivi delle otto Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) del Cremasco, una di esse entra ufficialmente nella fase operativa. Nei giorni scorsi si è infatti conclusa positivamente l’istruttoria della prima configurazione presso il Gestore dei Servizi Energetici: si tratta della CER Palate e Fontanili, che passa così dalla fase costitutiva e progettuale a quella pienamente operativa. La comunità è ora pronta a gestire la produzione e la condivisione di energia rinnovabile tra i suoi membri e a beneficiare dei relativi incentivi economici.

La CER nasce dalla collaborazione tra nove amministrazioni comunali – Camisano, Capralba, Casaletto di Sopra, Castel Gabbiano, Misano di Gera d’Adda, Pianengo, Ricengo, Sergnano e Vailate – e la Diocesi di Crema, attraverso la parrocchia di Capralba. Attualmente conta già oltre 100 soci e si basa su un primo gruppo di impianti già in parallelo o in fase di completamento che sfiorerà 1 megawatt di potenza complessiva.

“La configurazione sul portale GSE non è solo un atto tecnico, ma il raggiungimento della piena operatività della Comunità Energetica Rinnovabile”, spiega Feruccio Romanenghi, sindaco di Ricengo e presidente della CER Palate e Fontanili. “Oggi dimostriamo ancora una volta che il Cremasco sa fare squadra per rispondere a sfide importanti come la transizione energetica. Questo progetto traduce infatti il concetto di sostenibilità in azioni concrete e quotidiane, creando valore economico a beneficio dei membri della comunità energetica e sostenendo al tempo stesso progetti sociali e ambientali”.

Dopo questo primo passaggio, nelle prossime settimane sarà la volta delle altre sette Comunità Energetiche del Cremasco. Consorzio.it, che ha favorito la costituzione delle CER e ne segue la gestione operativa per conto dei Comuni, ha già presentato le relative istanze al GSE e attende ora i riscontri ufficiali. Nel frattempo proseguono sia l’attività associativa sia lo sviluppo degli impianti. I dati aggiornati confermano la forte partecipazione e il potenziale del progetto: sono infatti oltre mille i soci già formalmente accettati nelle comunità energetiche del territorio, tra Comuni, Diocesi, parrocchie, cittadini privati, enti, associazioni e imprese. Un numero destinato a crescere, come dimostrano le numerose richieste di adesione che continuano ad arrivare.

Anche sul fronte impiantistico i numeri sono significativi. La potenza complessiva degli impianti in costruzione o in fase di progettazione sfiora i 10 megawatt, tra impianti pubblici comunali e impianti realizzati da cittadini e piccole e medie imprese. Molti di questi progetti potranno contare su un contributo a fondo perduto del 40%, previsto dalle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate alla diffusione delle comunità energetiche. Grazie alla costituzione delle CER, si stima che il territorio cremasco sia riuscito a intercettare circa 4,5 milioni di euro di fondi PNRR, che permetteranno a decine di cittadini e imprese di installare nuovi impianti fotovoltaici.

Oltre al risparmio diretto in bolletta derivante dall’autoconsumo dell’energia prodotta, le comunità energetiche genereranno ulteriori benefici economici per gli aderenti e per l’intero territorio. L’energia elettrica condivisa all’interno delle otto CER, una volta completate tutte le configurazioni, verrà infatti valorizzata economicamente attraverso una tariffa incentivante riconosciuta dal GSE. I ricavi derivanti da questi incentivi saranno in parte distribuiti tra i soci e in parte reinvestiti in progetti territoriali di sostenibilità e solidarietà energetica. Grazie alla collaborazione con Diocesi, parrocchie e associazioni locali, le comunità energetiche potranno infatti sostenere iniziative rivolte alle famiglie in difficoltà e contribuire concretamente al contrasto della povertà energetica.

“La visione condivisa del territorio sta definendo l’Area Omogenea Cremasca, con i progetti delle CER, come un modello d’avanguardia anche sul versante della transizione energetica”, sottolinea Bruno Garatti, amministratore delegato di Consorzio.it. “Merito dei sindaci che, insieme alle diocesi e alle parrocchie, hanno avuto la lungimiranza di avviare questa nuova leva di coesione e partecipazione sociale e di sviluppo del territorio. E grazie al lavoro quotidiano dei presidenti e dei consigli direttivi delle comunità energetiche del Cremasco stanno iniziando ad arrivare i primi risultati concreti”.

Con l’avvio operativo della CER Palate e Fontanili, il percorso delle comunità energetiche cremasche entra dunque nella fase più attesa: quella in cui la produzione locale di energia rinnovabile diventa un beneficio reale per cittadini, imprese e comunità.

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