Stranieri in crescita: in provincia rappresentano il 12,7% della popolazione
Il dato è elaborato nell'ambito del Dossier Immigrazione di Idos, che fotografa la situazione complessiva nel 2024
Sale a 44.783 il nomero di residenti stranieri in provincia di Cremona: a dirlo è il Dossier Immigrazione elaborato da Idos, che fa il punto sulla situazione migratoria del nostro Paese (dati 2024).
Per quanto riguarda il nostro territorio, si registra quindi un incremento del 3,1%, mentre la rappresentanza degli stranieri sul totale dei residenti sale al 12,7%: un dato per cui Cremona è al quarto posto in Lombardia, a parimerito con Pavia, dopo Milano (15,3%), Mantova (14%) e Lodi (13%).
Rispetto al numero totale di stranieri, circa la metà, 25.913, sono cittadini non comunitari. Questi però risultano essere in calo del 5,2% rispetto al 2023.
IN LOMBARDIA
A livello regionale, gli stranieri residenti rappresentano il 12,3% della popolazione lombarda complessiva (10.035.481 abitanti): il valore più elevato registrato negli ultimi 15 anni. La provincia con l’incidenza maggiore è Milano (15,3%), seguita da quelle di Mantova (14,0%), Lodi (13,0%) Cremona e Pavia (12,7%).
La Lombardia ospita il 22,7% degli stranieri residenti in Italia. Le altre regioni registrano un numero nettamente inferiore rispetto al dato lombardo: Lazio 655.543, Emilia Romagna 569.946, Veneto 507.487, Piemonte 448.862 e Toscana 439.789. Da sola, la provincia di Milano conta 495.662 residenti stranieri, collocandosi appena sotto il dato della provincia di Roma (525.083).
Gli stranieri residenti in Lombardia provengono per il 36,3% dall’Europa (18,9% dall’Unione europea), per il 25,9% dall’Asia, per il 25,7% dall’Africa e per il 12,1% dall’America. La Romania è il Paese più rappresentato (171.151 residenti), seguito da Egitto (104.961), Marocco (88.326), Albania (83.861), Cina (71.659) e Ucraina (64.246).
Quanto all’età, la popolazione straniera resta relativamente più giovane degli italiani: il 21,0% ha meno di 18 anni (contro il 14,4% degli italiani), il 73,4% tra 18 e 64 anni (59,2% tra gli italiani), solo il 5,6% più di 64 anni (contro il 26,4% degli italiani).