Torna l’ora legale: tra sabato e domenica lancette avanti di 60 minuti
Il cambio dell'ora legale porta a un'ora di sonno in meno e a sintomi simili al jet-lag, e il corpo può subire effetti avversi come insonnia e irritabilità
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, scatta ufficialmente il ritorno dell’ora legale: alle 2 del mattino le lancette dovranno essere spostate in avanti di un’ora, portandole direttamente sulle 3. Questo significherà dormire un’ora in meno.
L’obiettivo del cambio d’orario, che ogni anno si ripete, è di sincronizzare meglio le ore di attività umane con la luce solare disponibile. Spostando l’orario in avanti, infatti, si riduce l’uso dell’illuminazione elettrica nelle ore serali, con un risparmio energetico notevole.
Se per smartphone, computer, tablet e smartwatch il passaggio avverrà in modo automatico, grazie al collegamento con internet (a patto che la funzione “imposta automaticamente” sia attiva), sarà necessario ricordarsi di intervenire manualmente sugli orologi analogici da parete, sui modelli da polso e sugli elettrodomestici che non dispongono di connessione internet.
Il cambio dell’ora può però avere degli effetti sul corpo: si parla di un vero e proprio “mini jet-lag”, e ciò comporta che l’orologio biologico impieghi mediamente dai due ai tre giorni per adattarsi al nuovo ritmo. I sintomi più comuni includono una leggera irritabilità, stanchezza al risveglio e difficoltà a prendere sonno la domenica sera.
Tra i possibili effetti collaterali vi sono: insonnia e frammentazione del sonno, sonnolenza diurna e calo della concentrazione, appetito “sfasato”. Inoltre nei primi giorni successivi al cambio dell’ora anche l’umore può risentirne.