Cronaca

Liberi di scegliere: il coraggio di una madre che ha sfidato la'ndrangheta per le figlie

Il libro di Alessandra Ziniti racconta la vera storia di Anna, scappata dalla 'ndrangheta per dare un futuro alle sue figlie, in cerca di libertà

Servizio di Sabrina Grilli
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Una storia emozionante di coraggio, di ribellione a destini già scritti, soprattutto, di scelta di libertà.

È la storia vera  di Anna, solo il nome è di fantasia, protagonista del libro di Alessandra Ziniti, giornalista, ospite a Crema nella  Sala dei Ricevimenti per l’incontro “Liberi di scegliere”, organizzato da Presidio di Libera Cremasco, Associazione Donne contro la Violenza in collaborazione con ATS, Impronte Sociali 2.0 e Comune di Crema.

“Sì, è un libro che apre una strada – racconta la giornalista Alessandra Ziniti, autrice di ‘Libera’-   è un libro che è scritto sotto forma di romanzo, ma racconta una storia vera, verissima, di una donna che 15 anni fa è scappata dalla Calabria, dal contesto di ‘ndrangheta che aveva ucciso il marito, ‘ndranghetista, ed è scappata con le sue due bimbe piccolissime, che oggi sono due splendide ragazze.È scappata perché nessuno lì l’aiutava a farsi una vita come voleva lei”.

Anna, grazie all’incontro con l’Associazione Libera e all’aiuto di don Luigi Ciotti, riesce a scappare e a costruirsi un destino diverso, ma la famiglia di origine, che occupa i vertici della criminalità calabrese, non le perdona la sua scelta di libertà. Per quattro volte la trova e per quattro volte Anna e le sue figlie devono cambiare abitazione e ricominciare. Anna, dopo 15 anni, resta ancora una donna in fuga perché, senza segreti da rivelare, lo Stato non può offrirle protezione. Per lei, legalmente, il cambio d’identità non è possibile e la sua libertà rimane appesa ad un filo.

“Immaginate cos’è una vita da 15 anni in fuga – prosegue la giornalista- però la loro scommessa è riuscita e loro, che sono le antesignane di questo progetto che si chiama “Liberi di scegliere”, oggi sono delle donne veramente libere, si sono scelte la loro vita, che è una vita che non ha nulla a che fare con le mafie”.

Come lei, altre 150 donne liberate dal giogo mafioso aspettano che questo disegno di legge venga approvato.

“Se lo Stato crederà in questo disegno di legge che è stato presentato – conclude Alessandra Ziniti-  concederà a queste donne la possibilità di cambiare nome e di intraprendere un’altra vita”.

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