Politica

"Un leader che ha acceso la passione per la politica": i leghisti di Crema ricordano Bossi

Messaggi di cordoglio dagli esponenti del Carroccio del territorio per Bossi. Tra i pensieri comuni la sua autenticità e il suo impatto duraturo nella politica italiana

Il pensiero di alcuni esponenti leghisti del Cremasco sulla scomparsa di Umberto Bossi
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I leader politici della Lega, e non solo, stanno esprimendo in queste ore messaggi di cordoglio per Umberto Bossi, il fondatore del Carroccio e storico “Senatùr” della Lega Nord, scomparso nelle score ore all’età di 84 anni. Nel Cremasco, il commissario cittadino del partito e consigliere comunale, Andrea Bergamaschini, ha rilasciato un pensiero di gratitudine per il politico leghista: “Umberto Bossi ha cambiato per sempre la politica territoriale italiana. Non si è limitato a interpretare un’epoca: l’ha forzata, l’ha riscritta, portando al centro del dibattito nazionale ciò che per troppo tempo era rimasto ai margini. Diretto, visionario, divisivo, appassionato. Ha dato voce a un popolo che non si sentiva rappresentato, trasformando identità locali in forza politica, orgoglio in progetto, protesta in storia. Ha scosso equilibri consolidati, rompendo schemi e imponendo una nuova idea di rapporto tra territorio e Stato. Personalmente, mi ha insegnato la passione per la politica, a credere nei sogni e a lottare per realizzarli”.

“L’unico uomo politico che verrà nominato e ricordato sui libri di storia italiana – ha aggiunto Bergamaschini – nei prossimi decenni e secoli sarà Umberto Bossi. Il suo nome è destinato a restare inciso nella memoria del Paese, studiato, discusso e raccontato nei libri di storia. Sei stato movimento, sei stato coscienza di popolo, sei stato orgoglio, sei stato padre, sei stato creatore di un sogno. Sei stato Mito. Sei stato tutte queste cose e ancora di più, lo sei stato e lo sarai per sempre. Dentro la storia politica del nostro Paese, hai acceso i cuori di un intero popolo. E quell’eco non si spegnerà”.

Parole di stima anche da parte del vicesindaco di Offanengo, Daniel Bressan, che ne ha elogiato la comunicazione e l’ideale: “Ci sono stagioni politiche che si archiviano in fretta, e altre che continuano a vivere nelle scelte quotidiane di chi amministra un territorio. Per me, e per molti della mia generazione, la stagione aperta da Umberto Bossi appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non parlo per nostalgia, ma per esperienza. Mi sono avvicinato alla politica ascoltando le sue parole nelle piazze, quando il tema del Nord non era una categoria giornalistica ma una realtà concreta fatta di lavoro, imprese, sacrifici. Bossi ha avuto il merito — che gli va riconosciuto anche da chi non ne condivide le posizioni — di dare voce a questa realtà senza filtri. Non era un linguaggio costruito. Era diretto, a tratti ruvido, ma autentico”.

“Ed è proprio quella autenticità – ha proseguito Bressan – che ha acceso in molti di noi una passione che poi si è trasformata in impegno. Nel mio caso, dalla militanza fino alla responsabilità amministrativa. Fare il vicesindaco significa misurarsi ogni giorno con problemi concreti: risorse che non bastano, tempi della burocrazia, decisioni che arrivano da lontano e che spesso non tengono conto delle esigenze reali di un territorio come il nostro. È in quei momenti che ho capito fino in fondo cosa significasse ciò che Bossi diceva anni fa. La cosiddetta “questione settentrionale” non era uno slogan, ma una lettura della realtà. Un territorio che produce e che chiede di poter decidere di più su ciò che lo riguarda. Col tempo, quella spinta iniziale ha assunto per me un significato ancora più chiaro: non protesta, ma responsabilità”.

Il consigliere regionale della Lega, Riccardo Vitari, invece, sottolinea con orgoglio il legame tra Bossi e il territorio: “Lo ricorderò sempre con grande affetto e stima per quanto ha fatto per l’autodeterminazione dei popoli del Nord; è stato un grande uomo politico, che con le sue idee e la sua energia dirompente ha saputo portare al centro dell’agenda politica romana i temi del Settentrione e le rivendicazioni dei popoli padani, con la loro aspirazione all’autonomia e alla creazione di una società più equa e rispettosa delle tradizioni e delle radici storiche e culturali. Il rapporto del Senatur col territorio cremonese è stato di grande affetto e partecipazione, dall’affollatissimo comizio sotto la Bertazzola nel 1996 sino al viaggio in motonave sul Po da Torino a Venezia, passando per la nostra città. La grande famiglia leghista oggi lo piange commossa e riconoscente”.

Infine, al coro non poteva non mancare anche il segretario provinciale della Lega Tiziano Filipponi: “Un visionario, appassionato, determinato che amava follemente la sua Lombardia. Bossi, il Capo ancora oggi, rappresenta un punto di riferimento per militanti e cittadini. Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo personalmente, mi firmò la mia prima tessera nel lontano 1990. Da lui tutto ebbe inizio, il suo impegno e le sue idee hanno dato voce a un’intera comunità, portando avanti valori e battaglie che ancora oggi restano centrali, come l’autonomia e il federalismo. A nome di tutta la Lega Cremasca, va un sincero ringraziamento per quanto fatto. Da qui si continua consapevoli di un grande passato e lo sguardo rivolto al futuro”.

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