“Ricordare per non dimenticare”: Crema commemora le vittime del Covid
Cerimonia all’ex tribunale di Crema, sede del centro vaccinale durante la pandemia. Presenti istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti del territorio
Anche Crema ha commemorato la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Covid-19, che ricorre il 18 marzo, con una cerimonia istituzionale dedicata al ricordo delle persone scomparse durante la pandemia. L’iniziativa si è svolta nell’ex tribunale di Crema, luogo scelto non casualmente: durante l’emergenza sanitaria l’edificio era stato infatti trasformato in centro vaccinale, diventando uno dei punti simbolo della risposta del territorio alla pandemia.
Alla commemorazione hanno preso parte numerose istituzioni locali, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e ad altri esponenti della comunità civile. Il momento è stato dedicato al ricordo delle vittime e alla riflessione su quanto accaduto negli anni più difficili dell’emergenza sanitaria. La cerimonia ha voluto rappresentare anche un segno di riconoscenza verso tutti coloro che, a diverso titolo, hanno affrontato in prima linea la pandemia, oltre che un’occasione per mantenere viva la memoria collettiva di quei mesi.
Ad aprire la cerimonia Alessandro Cominelli, Direttore Generale di Asst Crema, che ha ringraziato i presenti alla commemorazione, sottolineando l’importanza del ricordo, per non disperdere quanto imparato dal momento difficile. Ha preso parola poi il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi: “Sono stati mesi tribolati, in cui hanno giocato un ruolo chiave tutti, con una risposta sanitaria importante, addirittura da parte di persone che ormai erano in pensione. E’ stato un momento di comunità molto forte, corale, che ha posto l’accento sul senso di responsabilità. Ottima la scelta di tenere questo momento commemorativo in questo luogo tanto significativo anche oggi in quanto polo sanitario. Ricordare significa quindi continuare a dare valore alla salute come diritto fondamentale, alla solidarietà come scelta perseverante, alla responsabilità individuale come parte di un bene collettivo quotidiano. Rivolgiamo un pensiero a tutte le vittime, a chi ha sofferto, a chi ancora oggi porta segni visibili e invisibili di quella stagione. E rinnoviamo, insieme, un patto semplice, ma essenziale: quello di restare comunità, anche al cessare dell’emergenza. Perché è proprio qui che si misura realmente la nostra capacità di non dimenticare e di dare a ciò che è stato l’unico senso possibile”.
Sono poi intervenute la dott.ssa Anna Bona, che ha vissuto l’hub vaccinale durante la pandemia, e l’infermiera in pensione Silvana Colturani, che hanno fornito la propria testimonianza di quel periodo difficile, mettendo in evidenza lo sforzo messo in campo per il bene comune.
A chiudere la cerimonia il vescovo di Crema, Mons. Daniele Gianotti, che ha parlato di “nostalgia” ripensando alla pandemia. Ovviamente non per tutti i fattori negativi, ma riferendosi a quel senso di solidarietà che era emerso in ogni singola persona: “Eravamo migliori di oggi, eravamo più solidali, più determinati a mettere insieme tutte le risorse della scienza, del nostro spirito, di sentirci parte di una comunità. Quei lati migliori che abbiamo messo in luce spero possano emergere ancora nel presente”.