Cronaca

Crema ricorda le vittime delle mafie con eventi e iniziative di Libera Cremasco

La Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie: eventi di sensibilizzazione e viaggio a Torino

Servizio di Sabrina Grilli

Una giornata importante, riconosciuta dallo Stato italiano nel 2017; una ricorrenza annuale di sensibilizzazione e mobilitazione in ricordo delle vittime e delle mafie in Italia. È la giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime e innocenti delle mafie che viene celebrata il primo giorno di primavera, il 21 marzo.

Anche la città di Crema, grazie al Presidio di Libera Cremasco, vi partecipa.

“Quest’anno andremo a Torino – ci spiega il referente di Libera cremasco, Michele Gennuso – e come Libera Cremasca abbiamo messo insieme quattro pullman, invitando diversi studenti delle scuole superiori di Crema”.

Prima di andare a Torino, i giovani e gli studenti della città di Crema hanno partecipato ad una serie di incontri ed eventi di sensibilizzazione. Il 21 febbraio hanno ascoltato la testimonianza di Lorenzo Sanua, figlio di Pietro Sanua, sindacalista di Corsico, vittima di mafia. Mentre il 23 febbraio  1300 studenti, nella multisala Portanova, hanno assistito alla proiezione di alcuni film e a cinque momenti di testimonianza e confronto. Ma non è finita qui.

“Ancora avremo un incontro il 16 marzo alla Sala Alessandrini – prosegue Gennuso- con la proiezione del docufilm su Giancarlo Siani in presenza del regista Filippo Soldi, film che riproporremo poi il 17 mattina sempre per le scuole”.

Intanto prosegue l’impegno del presidio Libera Cremasco per recuperare beni confiscati alla mafia e restituirli alla comunità.

“Proprio in questo periodo – sottolinea il referente cremasco- Libera si sta impegnando nella raccolta firme per appunto sollecitare il governo a destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla gestione di questi beni. Questi beni che, voglio ricordare, vengono tolti alle mafie e vengono restituiti alla comunità come beni sociali, come appunto enti e strutture che possono ridare speranza alle persone. Nel territorio cremasco sono circa ottanta  i beni confiscati alle mafie. In particolare appunto c’è la tenuta di Spino d’Adda, abbiamo anche un altro bene confiscato alle mafie a Casaletto Vaprio e ultimamente anche a Palazzo Pignano sono stati proprio restituiti dei beni al comune per ridarli alla collettivtà”.

 

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