Il Salva Cremasco ha la sua Confraternita ed i suoi Cavalieri: la presentazione
Ufficializzati direttivo, e obiettivi dell’Associazione che intende valorizzare il formaggio per eccellenza di questo territorio, capace di “unire” pure la Politica
Le istituzioni rappresentate a ogni livello hanno partecipato ieri sera alla prima uscita della Confraternita dei Cavalieri del Salva Cremasco, che si propone di far conoscere il Salva ai giovani del territorio e ai turisti. A rispondere all’invito del presidente Paolo Patrini, il senatore Renato Ancorotti (in dirittura d’arrivo a Palazzo Madama con il DdL a suo nome, volto a disciplinare l’attività di acconciatori ed estetisti e prevenirne l’abusivismo), i tre consiglieri regionali del territorio, Matteo Piloni, Marcello Ventura e Riccardo Vitari, il sindaco Fabio Bergamaschi e l’assessore al Commercio Franco Bordo, anch’egli con un passato a Montecitorio. A completare il quadro, Antonio Agazzi, storico democristiano con oltre trent’anni nel consiglio comunale e nome ricorrente nel dibattito interno al centrodestra per la candidatura a sindaco. Il Salva Cremasco ha fatto il miracolo di mettere tutti d’accordo nella sua valorizzazione e promozione.
Oltre al dottore Paolo Patrini, erano presenti i soci fondatori: Anna Maria Mariani (vicepresidente), Elena Tortiroli (tesoriere), Fabiano Gerevini (segretario), e Franco Bozzi, storico presidente del Gruppo Olimpia e padre della Gran Tortellata Cremasca, ispiratore della Confraternita e consigliere insieme a Giuseppe Moretti.
Il senatore Ancorotti ha ringraziato il ministro dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollogrigida, promettendo di portare in Senato i prodotti del Cremasco, dal Salva ai tortelli e al Salame Nobile, per farli conoscere ai colleghi. Ha inoltre evidenziato il problema dell’Italian Sounding, pratica che crea “copie” dei prodotti italiani di eccellenza, arrecando un danno stimato di oltre 120 miliardi.
Di promozione della cultura del cibo ha parlato il sindaco Fabio Bergamaschi, ricordando l’impegno del comune per le DeCo e il Distretto del cibo: “Un tema comprensoriale, che valorizza la cultura artigiana d’impresa. Tutto ciò che è tipicità locale parla del territorio, e la cultura italiana parla del cibo come convivialità, socializzazione e comunità”. Ha inoltre lodato il motto della Confraternita, “custodi del sapore e difensori della tradizione”.
Un approfondimento sul Salva Cremasco è stato presentato dal tecnologo lattiero-caseario Giovanni Marchesi, già docente della Scuola Casearia di Pandino. Marchesi ha illustrato origine, caratteristiche di latte e foraggi, produzione, stagionatura minima di 75 giorni, proprietà organolettiche e commercializzazione, con particolare attenzione al marchio DOP, riconosciuto nel 2011, che delimita le province di Cremona, Bergamo, Brescia, Lecco, Lodi e Milano.
Il presidente Paolo Patrini ha sottolineato l’amore per il territorio e le tradizioni alla base della Confraternita: “L’iter è stato lungo perché il Salva Cremasco è un prodotto a marchio DOP ed è stata necessaria l’autorizzazione del Consorzio di Tutela del Salva”. L’obiettivo è unire gli appassionati e creare aggregazione intorno al brand del Salva Cremasco. La Confraternita è già associata alla FICE, Federazione Italiana dei Circoli Enogastronomici, e punta a sviluppare il tesseramento. Per l’occasione, sono state consegnate le Honor Card dei Cavalieri del Salva ai rappresentanti istituzionali presenti.