Rivolta d'Adda, dal ruolo di assessore alla candidatura: la sfida di Giovanni Cremonesi
Dopo l’incarico da assessore affidato dalla vicesindaca Marianna Patrini, Cremonesi si candida con la civica Rivolta Dinamica puntando su ascolto e sicurezza
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Nato e cresciuto a Rivolta d’Adda, Giovanni Cremonesi, di professione agronomo, è subentrato in corso a nove mesi fa come assessore esterno, chiamato dalla vicesindaca Marianna Patrini, che ha assunto la guida del paese a seguito dell’arresto del sindaco Giovanni Sgroi. Un incarico svolto con passione e competenza, tanto da essere scelto come candidato sindaco dalla lista civica Rivolta Dinamica, sostenuta dal centrodestra.
“Ho deciso di accettare perché ritengo sia il momento di mettersi a disposizione del proprio paese – spiega Cremonesi – In questi otto mesi brevi ma intensi di attività amministrativa mi sono avvicinato a quello che è il concetto dell’amministrare un territorio e ho capito che era necessario un mio impegno partendo innanzitutto dall’ascolto”.
Tra le priorità ascolto e confronto con i cittadini, risposte concrete a partire dalle esigenze del paese, tra cui maggior decoro, una riqualificazione urbana che garantisca maggiore sicurezza e un paese vivibile per tutti, dai giovani agli anziani. Candidato civico, la sua lista sarà prevalentemente civica, pur sostenuta dall’alleanza del centrodestra.
“Nasce di fatto raccogliendo l’eredità di Rivolta Dinamica – prosegue il candidato sindaco – avremo all’interno della lista volti nuovi, persone giovani ed intraprendenti di cui abbiamo cercato di valorizzare soprattutto le competenze, ovviamente affiancati anche da quelle persone che hanno dimostrato nella precedente tornata elettorale di avere a cuore gli interessi paese”.
Promette, se sarà eletto, di dedicarsi a tempo pieno al suo paese e chiedere l’aspettativa dal lavoro. “Darò il massimo impegno e la massima disponibilità. Voglio e sarò una presenza costante sul territorio nella casa comunale aperta a tutti i cittadini, perché è casa comunale, perché è casa di tutti noi”, conclude Cremonesi.