Cultura e spettacoli

Tre voci nel tempo: da Emily Dickinson a Wisława Szymborska, il percorso di ECO a Crema

L'evento ECO ha esplorato la scrittura femminile nel tempo, da Dickinson a Szymborska, evidenziando l'importanza delle autrici nelle diverse epoche

Associazione Italiana Donne Medico
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“Selezionare alcune voci è stato difficile, perché ha significato lasciare fuori un patrimonio vastissimo di scritture femminili altrettanto importanti.” Con queste parole Rosina Paletta, segretaria dell’Associazione Italiana Donne Medico – sezione di Crema, ha introdotto il senso del percorso proposto da ECO – Le donne che risuonano nel tempo.

La scelta di attraversare tre sole tappe — Ottocento, Novecento e contemporaneità — nasce dalla consapevolezza che la letteratura delle donne è molto più ampia e stratificata di quanto una singola serata possa rappresentare. Ogni selezione delimita un orizzonte e lascia fuori molte altre autrici, molte altre esperienze di scrittura pienamente significative.

L’incontro si è svolto il 28 febbraio alle ore 16 nella Sala Santa Maria di Porta Ripalta a Crema, inserito nella rassegna culturale “L’Amore Oscuro – Evitare le relazioni impossibili”, promossa dal Comune di Ripalta Cremasca e realizzata con il patrocinio del Comune di Crema.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Italiana Donne Medico – sezione di Crema, ha esplorato la scrittura delle donne come forma di esperienza diretta, legata alla percezione della vita e del proprio tempo. All’incontro hanno preso parte anche la presidente Santina Sesti, la past president Antonia Carlino e Anna Firmi, espressione del lavoro condiviso della sezione cremasca dell’associazione.

La parte musicale è stata affidata all’Orchestra Tempus Fugit, diretta dal maestro Emanuele Cristiani, mentre il dialogo tra Alberto Casiraghy e Simone Bandirali, medico e poeta cremasco, ha approfondito il rapporto tra esperienza personale e creazione poetica.

Il percorso si è sviluppato come un attraversamento di tre epoche. L’Ottocento è stato rappresentato da Emily Dickinson, figura che trasformò l’esperienza quotidiana in osservazione radicale. Viaggiò poco, visse in gran parte nello spazio domestico, ma costruì un universo poetico di grande intensità interiore. Scrive: “La luce del mattino mi eleva di grado — se qualcuno chiede come — risponda l’artista che mi tratteggiò così.”

Il Novecento ha trovato il suo centro in Alda Merini, presenza centrale dell’intero pomeriggio. Nel dialogo con Paolo Gualandris e Simone Bandirali, Alberto Casiraghy ha ricordato come, negli ultimi anni, la poetessa non scrivesse quasi più. Diceva che la poesia nasceva già compiuta e veniva dettata immediatamente. Ogni mattina, molto presto — spesso intorno alle sei — dettava aforismi e versi così come si formavano, prima ancora che diventassero scrittura.

Durante l’intervista è stato richiamato anche il rapporto della poetessa con la città di Crema, dove nel tempo partecipò a incontri pubblici, letture e momenti culturali, intrecciando relazioni significative con l’ambiente intellettuale locale e lasciando una traccia nella memoria culturale del territorio.

La contemporaneità è stata rappresentata da Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura, voce capace di osservare la realtà con lucidità e insieme con una sottile ironia quotidiana. Nella sua poesia lo sguardo si posa sui dettagli minimi dell’esperienza umana e li restituisce con precisione e leggerezza. Scrive: “La ragazzina che ero — la conosco, ovviamente. Ho qualche fotografia della sua breve vita. Provo un’allegra pietà per un paio di poesiole.”

All’incontro era presente anche il sindaco di Ripalta Cremasca, Aries Bonazza, a testimonianza della partecipazione del territorio a un percorso culturale condiviso. L’evento ha così proposto un itinerario attraverso tre epoche diverse, mostrando come la scrittura femminile abbia continuamente rielaborato il rapporto tra esperienza vissuta, linguaggio e coscienza del tempo.

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