Missili su Dubai, il cremonese Carlo Dadati: "Notte insonne, ma la città è tranquilla"
L'analista finanziario: "Il mio appartamento si trova molto in alto e mi sono detto: se succedesse qui, hai voglia di farti 46 piani sulle scale antincendio?"
Un cremonese nello scenario di guerra che dall’Iran ha toccato ieri anche Dubai, dove un drone ha colpito la torre dell’hotel a cinque stelle Jumeirah Burj Al Arab, conosciuto anche come “La vela”, hotel simbolo della città degli Emirati e un altro ha interessato l’aeroporto.
Carlo Dadati si trova a Dubai dal novembre scorso, lavora in una società di servizi finanziari. Di stanza a Milano negli ultimi otto anni, studi al liceo scientifico Aselli e poi alla Cattolica a Piacenza, si è trasferito a seguito di una precedente esperienza negli Emirati una decina di anni prima.

La sua testimonianza è stata raccolta da CR1 e Cremonaoggi. “Ieri – racconta il cremonese al giornalista Giovanni Palisto – era stato tutto abbastanza tranquillo fino all’ora di pranzo, dopodiché sono iniziate le notizie degli attacchi dell’Iran alle basi del Bahrain e del Qatar, quindi verso le 4 di pomeriggio ho incominciato a sentire dei botti, che poi ho scoperto essere i missili esplosi in aria intercettati dalla difesa degli Emirati Arabi.
“Erano rumori secchi, molto distinti, ne ho sentiti 5-6 da casa mia, e poi verso le 18:30 hanno cominciato a circolare i video dei primi detriti caduti sull’hotel della Palma. A quel punto, ecco ho iniziato ad avere un po’ di timore, perché il mio appartamento si trova a un piano molto alto, il 46esimo, e mi sono detto: ‘Se succedesse qui, hai voglia di farti 46 piani sulle scale antincendio?’
“Quindi ho fatto una piccola borsa di fortuna e sono andato prima nella hall del building e poi ieri sera sono andato da una mia amica che abita al 18esimo piano, per stare in compagnia e farci forza.
“Verso mezzanotte è successo un altro strike, lì ho proprio visto delle luci dalla finestra, erano appunto dei lampi silenziosi molto veloci e dopo pochi secondi è incominciato un allarme sui nostri telefoni con un rumore molto molto acuto dicendo di metterci al riparo. Quindi ci siamo rifugiati nei parcheggi ai piani bassi e abbiamo aspettato fino alle due e mezza di notte, che l’allarme si fermasse. Quindi siamo potuti ritornare in casa”.
“Non mi sarei mai aspettato qualcosa del genere perché Dubai è e rimane una città molto sicura. Nonostante appunto gli accadimenti di ieri la città funzionava molto bene, tutti i negozi erano aperti, i supermercati erano molto forniti, i servizi pubblici funzionavano. Quindi l’impressione è stata che la città fosse preparata a sostenere un impatto del genere.
“Ovviamente non mi sarei mai immaginato di trovarmi sotto qualche missile proveniente dall’Iran, quello assolutamente no. Finora i danni sono stati molto limitati grazie ai sistemi di difesa”, continua Carlo.
In Italia c’è preoccupazione per i connazionali e per il ministro della difesa Crosetto, per le scolaresche e i turisti. “Al momento non ci sono tante persone in giro – aggiunge il cremonese – ci hanno consigliato di rimanere al chiuso il più possibile, vediamo però dalle nostre finestre che tram, autobus funzionano. C’è un sentimento appunto di parziale sicurezza, quello sì, so che ci sono stati molti disagi per chi era in transito ma dalle notizie locali sembra che appunto stiano ricevendo gli aiuti necessari”.
Carlo rassicura anche amici e famigliari: “Qui siamo al sicuro non abbiamo grossi problemi in termini di provvigioni o di servizi alla persona, quindi si tratta solamente di aspettare qualche ora, qualche giorno al massimo, almeno questa è la nostra percezione, per poi riprendere le normali attività. Dubai è un hub di servizi di turismo, di lavoro, quindi non può permettersi che la situazione si protragga per tanto tempo”.
Dalla prossima settimana Carlo lavorerà in smart working, in attesa di aggiornamenti.