Politica

Referendum sulla giustizia: Crema si divide tra Sì e No con campagne attive in città

Le strade di Crema si animano per il referendum sulla giustizia, con confronti accesi tra chi sostiene il Sì e chi difende il No alla riforma proposta

A sinistra i rappresentanti di Avs; a destra quelli di Forza Italia
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Il sabato pomeriggio primaverile ha ulteriormente incoraggiato la politica cremasca a presidiare gli angoli della città per portare avanti le campagne referendarie per il e per il No, in vista del weekend del 22-23 marzo, quando si terrà il referendum sulla giustizia.

In Piazza Duomo a Crema, infatti, Alleanza Verdi Sinistra ha allestito un gazebo per convincere la popolazione a votare per il No. A rappresentare il partito erano presenti Gabriele Cavallini, componente della segreteria provinciale di Sinistra Italiana, insieme agli storici militanti Anna Rozza e Annibale Riccetti.

Una riforma che non migliora i servizi per i cittadini – specificano –. Di fatto, la separazione tra giudici e pm esiste già e solo in percentuali minime, che non arrivano nemmeno all’1%, i pm diventano giudici e viceversa: quindi non è davvero questo il punto della questione. Un magistrato con una formazione completa, invece, garantisce maggiore equilibrio nel processo, proprio perché conosce i meccanismi e i limiti di entrambi i ruoli.

In caso di esito positivo, avremmo una magistratura più debole, perché esposta a pressioni politiche: la creazione dell’Alta Corte farebbe perdere ai magistrati il controllo di legalità della Cassazione. Senza questa possibilità, un magistrato che indaga sui potenti diventerebbe più ricattabile dalla politica. Inoltre, due organi aggiuntivi rappresenterebbero una spesa ulteriore: rispetto all’attuale Csm, se ne aggiungerebbe un altro, oltre all’Alta Corte”.

“Infine, la scelta a sorteggio dei componenti del Csm è antidemocratica: scegliereste un sindaco estraendolo a sorte? Questo è un tentativo di rendere più debole l’organo di autogoverno, perché i membri laici sarebbero comunque sorteggiati da una lista decisa dalla maggioranza”, concludono i rappresentanti del No.

Qualche metro più avanti, in via Mazzini, Forza Italia ha riunito alcuni rappresentanti, tra cui l’onorevole Massimiliano Salini, Laura Zanibelli e Gabriele Gallina, per spiegare ai cittadini le ragioni del .

L’indipendenza della magistratura resterà garantita anche in caso di esito positivo del referendum – si legge nelle ragioni di Forza Italia – così come l’azione penale resterà obbligatoria. Non è vero che il pm diventerebbe un organo politico dipendente dal Governo.

La separazione delle carriere è utile per rafforzare la figura del giudice come arbitro terzo. Separare ruoli e valutazioni evita condizionamenti reciproci, aumentando la trasparenza. Inoltre, con un’Alta Corte disciplinare si può migliorare l’efficienza e il controllo interno della magistratura, che attualmente spetta al solo Csm, il quale gestisce sia le carriere sia la disciplina. Un organo esterno, invece, potrà valutare eventuali errori dei magistrati. Con il Sì ci saranno maggiore meritocrazia e responsabilità”.

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