Cronaca

Finto carabiniere arrestato: prima di Montodine effettuò un colpo a Milano

L'arresto del finto carabiniere ha portato a un'indagine più ampia su truffe a danno di anziani, con un bottino significativo di gioielli

La refurtiva sequestrata dai carabinieri di Crema
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Si allarga l’indagine che ha portato all’arresto del “finto carabiniere” fermato lo scorso 10 febbraio dai militari dell’Aliquota Operativa di Crema. Parte della refurtiva trovata in suo possesso è risultata collegata a una seconda truffa messa a segno il giorno prima a Milano, nel quartiere Rogoredo-Forlanini.

La vicenda era stata portata alla luce dopo la truffa a Montodine, dove un’ultra 80enne era stata raggirata con il consueto copione: una telefonata di un sedicente carabiniere che annunciava guai giudiziari per il figlio e la necessità di consegnare tutti i gioielli per presunti accertamenti. L’intervento tempestivo dei militari aveva permesso di fermare il 45enne sulla Paullese e recuperare oro per circa 60mila euro, poi restituito alla vittima.

Ma gli approfondimenti investigativi sulla restante refurtiva hanno fatto emergere un altro episodio.

Il 9 febbraio, a Milano, nel quartiere Rogoredo-Forlanini, una 79enne era stata truffata con lo stesso identico schema. Anche in quel caso una telefonata: l’uomo, fingendosi carabiniere, aveva riferito che l’auto della donna era stata utilizzata per una rapina in gioielleria. Poco dopo, un falso militare si era presentato alla porta, convincendola a consegnare tutto l’oro di casa per una presunta verifica disposta dall’autorità giudiziaria.

Resasi conto dell’inganno, l’anziana aveva sporto querela alla Stazione Carabinieri di Milano Rogoredo. Grazie alla collaborazione tra i militari di Crema e quelli milanesi, la donna ha potuto riconoscere come propri i monili sequestrati al momento dell’arresto del 45enne, consentendo di collegare formalmente i due colpi.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona rinnova l’appello: mai consegnare denaro o preziosi a sconosciuti che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine. In caso di dubbi, occorre riattaccare e chiamare immediatamente il 112.

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