Crema per il No: il comitato intensifica l'informazione contro la riforma costituzionale
Il comitato "Crema per il NO" avvia incontri e banchetti per informare sui rischi della riforma costituzionale. L'obiettivo è coinvolgere i cittadini in ogni paese
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Il cammino verso il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo entra nel vivo. Il Comitato “Crema per il NO” intensifica la propria presenza sul territorio di Crema e del Cremasco con una strategia chiara: informare i cittadini paese per paese, portando le ragioni del NO direttamente nelle piazze e nelle sale civiche.
Sono stati organizzati, infatti, due appuntamenti nella giovedì 26 febbraio, ritenuti dal comitato fondamentali, e che si svolgeranno in contemporanea: a Crema (ore 20:45, Sala Ricevimenti del Comune), un dialogo di prestigio tra la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, l’avvocata Cecilia Gipponi e Luca Poniz, Sostituto Procuratore Generale di Milano e già Presidente dell’ANM. L’incontro sarà introdotto da Marco Valcarcel e si concentrerà sulla Costituzione come patrimonio da difendere; a Spino d’Adda (ore 21:00, Ex Mensa Scolastica), invece, una serata di approfondimento con Stefano Celli, Vicesegretario nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), e l’avvocata Mimma Aiello. Modera Matteo Cigognini per ribadire il dovere civico di dire NO a una riforma che minaccia l’equilibrio dei poteri.
“Vogliamo toccare ogni iniziativa in ogni paese del nostro territorio, perché la difesa della Costituzione riguarda ogni singolo cittadino, dal centro alla periferia” ha dichiarato Matteo Cigognini. “Per questo motivo dopo gli incontri pubblici la nostra azione si sposterà direttamente tra la gente: a breve inizieremo con i banchetti informativi nei mercati e nelle piazze principali di Crema e del Cremasco, convinti che il confronto diretto sia l’unico modo per spiegare i rischi reali di questa riforma” ha poi continuato Alessio Maganuco.
Al centro della protesta, i rischi legati a una riforma che non accorcia i tempi dei processi ma introduce costi aggiuntivi per 70 milioni di euro l’anno, mette a rischio l’indipendenza della magistratura e propone l’inedito metodo del sorteggio per i membri del CSM.