Politica

Abbonamenti piscina a Crema, Chiodo: "Aumenti costanti, serve chiarezza"

La consigliera Ilaria Chiodo solleva preoccupazioni sugli aumenti degli abbonamenti della piscina comunale, chiedendo maggiore trasparenza a Forus e al Comune

Piscina Comunale di Crema
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Tra i temi affrontati in Consiglio comunale ha suscitato forte interesse la questione relativa agli aumenti dei costi degli abbonamenti della piscina comunale di Crema, gestita dalla società Forus.

La tematica è stata portata in aula dalla consigliera comunale di minoranza Ilaria Chiodo, che ha evidenziato come la struttura sportiva abbia rincarato i prezzi in modo non proporzionato rispetto alle esigenze delle famiglie. “Ricordo il valore sociale di una piscina comunale – ha sottolineato – che è proprio quello di garantire la possibilità a tutti i cittadini, indipendentemente dalle possibilità economiche, di accedervi”.

La consigliera ha inoltre chiesto “maggiore trasparenza da parte della società che gestisce l’impianto sportivo, in particolare nella pubblicazione del tariffario sul sito della piscina comunale, affinché sia visibile e consultabile da tutti i cittadini cremaschi”.

Nel suo intervento, Chiodo ha ricordato che il Comune ha messo a disposizione 132mila euro di fondi pubblici per interventi di efficientamento energetico dell’impianto: “Nonostante l’esito positivo dei lavori, ha osservato, i prezzi del servizio non sono diminuiti, ma sono costantemente aumentati. Inoltre l’aumento avrebbe dovuto essere applicato solo esclusivamente a seguito di una delibera di giunta, che però non ci sono state perché non è mai stato approvato nulla a riguardo”.

Una posizione che non ha trovato d’accordo il sindaco Fabio Bergamaschi, il quale ha ribadito che i costi della piscina rientrano nella media delle altre strutture del territorio, sottolineando inoltre la soddisfazione dell’amministrazione comunale per la gestione Forus: “A norma di contratto – ha dichiarato – non si ravvisa che gli adeguamenti tariffari messi in campo da Forus possano essere illegittimi e anche nel merito si comprende la scelta della società e fin quando i numeri sull’utenza e le valutazioni medie generali sono positive e danno ragione a questa opzione l’amministrazione comunale non può che manifestare una soddisfazione”.

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