Piloni chiede chiarimenti sulla sostenibilità di un pozzo irriguo a Capralba
Il consigliere regionale Matteo Piloni interroga la giunta lombarda sulla sostenibilità del pozzo irriguo nel Comune di Capralba, evidenziando preoccupazioni ambientali
Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale all’Agricoltura in merito alla procedura di realizzazione di un pozzo irriguo nel territorio del Comune di Capralba da parte di un consorzio bergamasco e autorizzato dalla provincia di Bergamo. L’iniziativa di Piloni nasce in seguito alle forti preoccupazioni sorte tra gli agricoltori della zona, che hanno contestato formalmente la regolarità dell’iter autorizzativo. Iter sul quale anche il comune di Capralba ha espresso preoccupazione.
L’area interessata è caratterizzata, infatti, dalla presenza di risorgive e corsi d’acqua di rilevante valore naturalistico ed è strategica anche dal punto di vista produttivo, poiché funzionale all’irrigazione di oltre 500 ettari di terreni agricoli nei comuni di Capralba, Quintano, Pieranica e Torlino Vimercati.
Nel documento Piloni chiede alla giunta lombarda di chiarire se l’opera possa considerarsi sostenibile, alla luce delle valutazioni tecniche disponibili; quali misure di monitoraggio e mitigazione siano previste per evitare abbassamenti della falda o alterazioni dell’ecosistema locale e quali iniziative la Regione intenda assumere per garantire la tutela del sistema dei fontanili del territorio cremasco, con particolare riferimento a Capralba.
“Si tratta di una procedura di competenza della Provincia di Bergamo – spiega Piloni – in merito alla quale ho ritenuto necessario portare all’attenzione dell’assessorato regionale le preoccupazioni legate alle possibili ricadute sulle risorgive e sul sistema dei fontanili”.
“Parliamo di zone di assoluto pregio ambientale che devono essere salvaguardate con la massima attenzione – aggiunge il consigliere – e la mia interrogazione chiede verifiche sulla procedura seguita, in particolare rispetto a possibili interferenze idrogeologiche con la falda, il sistema dei fontanili e le concessioni di grande derivazione già esistenti, oltre agli eventuali effetti cumulativi derivanti da ulteriori captazioni nella stessa area”.
“Per questi motivi la richiesta di sospensione avanzata è condivisibile e necessaria per consentire tutti gli approfondimenti tecnici utili a salvaguardare l’equilibrio idrico e ambientale del territorio” conclude Piloni.