Salute

Progetto Sidecar: i futuri infermieri entrano in corsia per imparare osservando

Il Progetto Sidecar offre agli studenti di Infermieristica un'esperienza diretta in ospedale, favorendo la comprensione della professione attraverso l'osservazione

I ragazzi del progetto Sidecar
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Entrare per la prima volta in ospedale, osservare da vicino il lavoro degli infermieri e comprendere cosa significhi prendersi cura della persona nella sua globalità: nasce con questo obiettivo il Progetto Sidecar, tirocinio osservativo rivolto agli studenti del primo anno del Corso di Laurea in Infermieristica svolto nei reparti di ASST Crema.

Si parla di “progetto” perché quella appena conclusa è stata la prima edizione sperimentale, avviata lo scorso gennaio, pensata per testare sul campo un modello di inserimento graduale e guidato degli studenti nei contesti assistenziali. Un’esperienza pilota che ha consentito di valutarne l’impatto formativo e organizzativo, raccogliendo dati e feedback preziosi in vista di una possibile strutturazione stabile all’interno del percorso didattico.

Il nome richiama l’idea di un viaggio “affiancato”: lo studente, come in un sidecar, si siede accanto all’infermiere esperto, osserva, ascolta e riflette. Per quattro giornate, all’interno dei reparti ospedalieri, diciannove futuri professionisti hanno vissuto il loro primo ingresso nei contesti assistenziali, senza svolgere procedure, ma con l’opportunità di cogliere la complessità del lavoro infermieristico in un ambiente sicuro e protetto.

Il tirocinio si è svolto nelle Strutture Complesse dell’ASST Crema: Cardiologia, Chirurgia, Rianimazione, Medicina d’Emergenza Urgenza (MEU), Pronto Soccorso, Medicina, Pneumologia, Riabilitazione Cardiorespiratoria e Neuromotoria, Gastroenterologia, Neurologia, Ortopedia, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia. L’esperienza si è basata su un’osservazione guidata: gli studenti hanno compilato un diario di bordo, sono stati costantemente affiancati da un infermiere “assistente di tirocinio” durante la giornata in corsia e, al termine di ogni esperienza, hanno partecipato a momenti strutturati di debriefing con il tutor universitario.

“L’obiettivo – sottolinea il dottor Claudio Prandelli, Direttore didattico del Corso di Laurea in Infermieristica – è favorire il passaggio dalla teoria alla pratica, aiutando gli studenti a riconoscere le diverse dimensioni dell’assistenza, non solo clinica ma anche relazionale. Abbiamo dedicato particolare attenzione alla riflessione sul vissuto emotivo, elemento fondamentale nella costruzione dell’identità professionale. Alla luce dei risultati ottenuti, auspichiamo che l’esperienza possa diventare parte strutturale del primo semestre del primo anno. I questionari somministrati a studenti e infermieri ci permetteranno di perfezionare eventuali criticità, offrendo un momento formativo che riteniamo tanto importante quanto delicato. Solo entrando fin da subito in contatto con la realtà assistenziale, anche attraverso la sola osservazione, si può comprendere davvero cosa comporta questa professione e iniziare a lavorare sulla consapevolezza relazionale e sulla maturità emotiva”.

I risultati raccolti hanno confermato il valore dell’iniziativa. Gli studenti hanno espresso un livello di soddisfazione molto elevato: la quasi totalità ha valutato positivamente l’accoglienza ricevuta e la disponibilità degli infermieri “guida”, e tutti hanno riconosciuto l’utilità dell’esperienza per comprendere più a fondo la professione. Molti hanno dichiarato di aver acquisito maggiore consapevolezza delle diverse dimensioni dell’assistenza infermieristica e di aver rafforzato la propria motivazione allo studio.

Anche la durata del tirocinio è stata ritenuta nel complesso adeguata, sebbene una parte degli studenti avrebbe gradito un periodo più lungo. Dal punto di vista degli infermieri assistenti di tirocinio, l’esperienza è stata positiva. Gli studenti sono stati percepiti come interessati e partecipi, e il progetto è risultato compatibile con l’organizzazione delle strutture. Sono emerse alcune criticità nei contesti ad alta complessità dove la delicatezza e la specificità del setting richiedono particolare attenzione. Nel complesso si conferma la solidità e la bontà dell’impostazione.

Anastasia Andreoni, tutor universitario, ha evidenziato l’entusiasmo dei partecipanti: “Li abbiamo visti coinvolti, curiosi, desiderosi di capire. Due aspetti hanno rappresentato punti di forza significativi: l’ingresso in corsia sin dal primo anno, che permette di maturare consapevolezza rispetto alla professione, e la possibilità di osservare da vicino senza la pressione della prestazione. I momenti di riflessione e confronto successivi sono stati altrettanto fondamentali, soprattutto in vista dei tirocini clinici del secondo semestre”.

Molto soddisfatto anche il direttore generale dell’ASST Crema, Alessandro Cominelli, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Progetti come questo rafforzano il legame tra università e sistema sanitario e rappresentano un investimento concreto sulla qualità dell’assistenza futura. Offrire agli studenti un’esperienza guidata e sicura significa aiutarli a sviluppare fin da subito consapevolezza professionale e senso di responsabilità. Anche per i giovani maturandi, chiamati a scegliere il proprio percorso universitario, sapere che il corso di laurea coniuga teoria e operatività può rappresentare un criterio importante. La disponibilità di gran parte delle strutture ospedaliere consente agli studenti di confrontarsi direttamente con la professione scelta, una professione centrale per la tenuta del sistema sanitario”.

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