Pianura Padana: il governo riduce drasticamente i fondi contro l'inquinamento atmosferico
Con polveri sottili a livelli insostenibili, la Lombardia protesta contro il taglio dei fondi per il contrasto all'inquinamento, con allerta da parte di Italia Viva
La Pianura Padana si conferma una delle aree più inquinate d’Europa e la Lombardia resta tra le regioni più colpite. Le polveri sottili hanno raggiunto livelli definiti “insostenibili”, con conseguenze dirette non solo sull’ambiente ma anche sulla salute dei cittadini.
In questo contesto, fa discutere la decisione del governo di ridurre del 60% i fondi destinati al contrasto dell’inquinamento: si passa da 320 milioni di euro a 80 milioni nel triennio 2026-2028. Un taglio significativo che riguarda interventi concreti sul territorio, e non semplici iniziative informative o convegni.
A sollevare la questione è stata la rappresentanza cremasca di Italia Viva che, in una conferenza presieduta dal presidente provinciale del partito Giovanni Biondi, insieme alla coordinatrice del Cremasco Paola Orini, ha annunciato un’interrogazione parlamentare. L’iniziativa, promossa dal deputato Mauro Del Barba, presente all’incontro, è stata portata anche in question time in Parlamento, dove ha chiesto chiarimenti al governo.
La Lombardia, regione dai molti primati produttivi ed economici, si trova ancora una volta a fare i conti con una criticità strutturale. Tra le province più esposte figura quella di Provincia di Cremona, ma il problema coinvolge l’intera Pianura Padana, un territorio vastissimo che comprende diverse realtà del Nord Italia.
Secondo Italia Viva, non ci sono segnali di miglioramento tali da giustificare un ridimensionamento delle risorse. “Se il prezzo dei conti in ordine nella legge di bilancio è la riduzione dei servizi ai cittadini, non è accettabile”, è la posizione espressa. Da qui l’appello ai media locali affinché rilancino l’iniziativa e portino il tema al centro del dibattito pubblico, a partire dai territori più direttamente colpiti.
“Il perché lo abbiamo chiesto già durante i lavori della legge di bilancio al Governo che non ha dato alcuna risposta – spiega Del Barba – quindi la possiamo ipotizzare noi, si voleva fare una legge di bilancio celebrata per la prudenza ma lo si fa alle spalle dei cittadini e della salute. Crediamo allora che per ripristinare un minimo di partecipazione democratica e farci ascoltare dal Governo sia necessario alzare la voce, alzarla dai territori che si sono lamentati già durante la legge di bilancio e fare questo lavoro collettivo che Italia Viva sta diffondendo in tutta la Pianura Padana”.
“Stiamo cercando di stimolare una mobilitazione – ha aggiunto Biondi – dei livelli istituzionali, locali, quindi comuni, province, regioni, stiamo parlando di un territorio di cinque regioni e di trenta province, proprio per stimolare il governo a reintrodurre questi fondi che peraltro stavano portando già dei risultati migliori, perché i dati degli ultimi anni, grazie ai finanziamenti che erano stati erogati, dicevano che la situazione stava un pochino migliorando, poi togliendo questi fondi io credo che torneremo ancora in una situazione negativa e purtroppo i dati confermano questo“.