Politica

Area Omogenea, Beretta: "Crema non ha più la leadership e la centralità"

Il consigliere comunale critica l'inerzia del Masterplan e chiede una leadership forte per il futuro di Crema

Servizio di Sabrina Grilli
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“Da troppi anni Crema ha perso quella che doveva essere la sua naturale centralità per sé e per il territorio”. È un richiamo netto quello di Simone Beretta, consigliere comunale e rappresentante di Noi Moderati, che interviene sullo stato di attuazione del Masterplan 3C e sul nuovo Documento di indirizzo per le politiche territoriali del Cremasco.

Il riferimento è al Masterplan elaborato da The European House – Ambrosetti, nato con l’obiettivo di definire una strategia di sviluppo per la provincia di Cremona e recentemente prorogato fino al 31 dicembre 2026. “Dopo oltre sette anni – afferma Beretta – salvo essere smentito, siamo ancora al punto di partenza”, sottolineando come, a suo giudizio, la moltiplicazione dei cantieri e dei tavoli non abbia prodotto risultati concreti. “La realtà corre veloce e un’inutile pletora di cantieri non ci porterà molto lontano”.

Le perplessità del consigliere si concentrano anche sul nuovo Documento del Cremasco, presentato dall’area omogenea, che dovrebbe definire linee guida e progettualità condivise tra i Comuni. “Mi sono chiesto cosa ci fosse di nuovo rispetto a quanto Masterplan 3C aveva già rilevato anni fa”, osserva, evidenziando come nel documento non vi sia un esplicito richiamo al piano strategico provinciale. “Non ho ricevuto risposte convincenti”.

Secondo Beretta, il rischio è quello di percorsi paralleli che finiscano per indebolire il Cremasco all’interno della provincia e della Lombardia. “Trovo in tutto questo una totale mancanza di leadership del Comune di Crema”, aggiunge, invitando l’amministrazione a recuperare “una centralità sostanziale e coerente dentro una strategia provinciale condivisa”.

Nel mirino anche il ruolo del Consorzio.IT, che per il consigliere “deve restare una realtà a supporto dei Comuni e non viceversa”. “Solo insieme si va lontano – conclude – ma serve decidere in fretta e con una visione chiara. Oggi questa visione non si vede”.

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