Rotary Visconteo: tra archivi digitali, storia, conservazione e innovazione
La conviviale del Rotary Visconteo di Pandino ha ospitato Francesco Martelli, direttore della Cittadella degli Archivi di Milano, per un viaggio tra archivi digitali, storia rotariana e memoria del Novecento italiano
Non solo storia rotariana nella conviviale di martedì del Visconteo di Pandino, ma anche l’occasione per ascoltare dalla voce del relatore Francesco Martelli uno spaccato di storia italiana e internazionale, con un occhio all’importanza nella gestione archivistica di documenti preziosi, anche per le future generazioni. E non poteva che essere così, visto il curriculum del relatore, già consigliere comunale a Crema tra il 2002 ed il 2012, ed ora Direttore della Cittadella degli Archivi del Comune di Milano (secondo archivio d’Europa per quantità di materiali), nonché responsabile documentale e conservatore digitale di Palazzo Marino.
Un curriculum, quello di Martelli, ha detto il presidente Mauro Guarneri, che può vantare oltre al ruolo ricoperto per il comune di Milano, anche la docenza in Statale, le collaborazioni con il Dipartimento ABC del Politecnico e le consulenze per gli archivi del Museo ADI Design e della Fondazione Compasso d’Oro. Ma anche un’antica passione per lo sport, ai tempi dell’impegno nel San Francesco, società che operava nel quartiere Sabbioni, come ha ricordato Fabiano Gerevini.
Nel suo intervento Francesco Martelli, ha ripercorso gli eventi cruciali che hanno segnato la storia del nostro Paese, e l’ha fatto attraverso l’analisi di quanto contenuto negli archivi del Rotary Club Milano, che un po’ di anni fa il sodalizio meneghino ne commissionò la digitalizzazione, con il risultato di consentire ai soci l’accesso ad un’enorme scrigno di documenti, fotografie, informazioni. Un’attività portata avanti in occasione dei cento anni del Rotary Milano, con il coinvolgimento della stessa Cittadella degli Archivi, dell’Università e naturalmente della Fondazione Rotary, grazie ad un accordo che ha portato anche alla donazione da parte del Rotary Milano alla Cittadella degli Archivi, di un giardino decorato con installazioni artistiche.
Circa 3400 le fotografie (schedate con indicazione del soggetto raffigurato, dell’anno, del luogo e di ogni altra informazione utile a descrivere il momento) e oltre 3mila i bollettini, con il dettaglio delle attività del club: materiali ora archiviati in maniera sistematica, che descrivono i cento anni di storia (il Rotary Milano 1 nasce nel 1923, ad opera dall’avvocato milanese Achille Bossi e dell’industriale e filantropo scozzese James Henderson ndr), non solo del sodalizio milanese, ma di un’intera comunità politica, italiana e internazionale. Nel racconto di Martelli, la vicinanza americana all’Italia tra la fine dell’ottocento e gli anni trenta del novecento, che portò a cospicui investimenti d’oltreoceano in Italia, anche grazie a forme associative come il Rotary, dal cui radicamento crescente nella società del tempo, si conferma l’internazionalismo, caratteristica fondamentale rotariana. Ma qualcosa si interrompe, prosegue Martelli presentando alcuni documenti digitalizzati, a partire dalla promulgazione delle leggi fascistissime del 1926, fino alla tragedia delle leggi razziali del regime fascista nel 1938, a seguito delle quali il Rotary Milano decide di sciogliersi, non potendo tollerare la discriminazione degli ebrei.
La rifondazione avviene nel 1946, e da lì la strada non si è più interrotta, con diversi soci dai ruoli di rilevante importanza nella ricostruzione e nel boom economico successivo: nell’attività di recupero e digitalizzazione, ottimo lo stato di conservazione dei materiali fotografici degli anni trenta ha specificato Francesco Martelli, grazie alla tecnica utilizzata all’epoca, basata sull’uso della stampa alla gelatina ai sali d’argento, un po’ più complicato il recupero delle immagini più recenti, risalenti agli anni ottanta del secolo scorso, per l’abitudine ad utilizzare album fotografici con pellicole in plastica, che nel tempo poi si è visto, danneggiano le stesse immagini.
“Da non rotariano, per me è stata un’esperienza incredibile perché il Milano1 è luogo non solo di conviviali, ma di rapporti industriali capace di ricostruire l’Italia”, conclude la relazione Francesco Martelli, perché il club ha rappresentato con tanti suoi soci, una parte importante di quella locomotiva che ha trainato la rinascita italiana tra gli anni ’50-’70.