Cultura

Silenti Geometrie: l'artista Giorgio Denti espone all'Arci di San Bernardino

Fino al 27 febbraio, "Silenti Geometrie" di Giorgio Denti esplora l'equilibrio tra forma e colore. Le opere, esposte all’Arci San Bernardino, richiedono un'approccio meditativo, trasformando lo spazio visivo in un luogo di ascolto e introspezione per il pubblico

Silenti geometrie all'Arci San Bernardino
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Fino al 27 febbraio gli spazi dell’Arci San Bernardino di Crema accolgono la mostra personale di Giorgio Denti intitolata “Silenti Geometrie”, un progetto che si inserisce in modo organico nel programma culturale legato al ciclo di conferenze “Chagall: i colori dell’anima”, instaurando un confronto sottile e misurato tra differenti modalità di intendere la pittura come luogo di introspezione e come strumento di ricerca interiore.

Come osserva il curatore Simone Fappanni, “anche quando la pittura si affida a un linguaggio apparentemente controllato e misurato, resta uno spazio mentale in cui il pensiero prende forma attraverso il colore e la relazione delle superfici”. Le opere presentate appartengono a una fase recente della ricerca di Denti e mostrano una pratica pittorica concentrata sulla costruzione dello spazio tramite equilibri calibrati, relazioni formali e una geometria intesa come campo aperto di possibilità visive.

Le tele si sviluppano attraverso linee essenziali e campiture cromatiche misurate, dando vita a composizioni che si offrono allo sguardo con gradualità, chiedendo tempo e attenzione, come sottolinea Fappanni quando afferma che “queste immagini richiedono una disponibilità percettiva lenta, una capacità di ascolto che accompagna lo sguardo”. In Silenti Geometrie la pittura evita qualsiasi tentazione narrativa diretta e si concentra piuttosto sulla tensione tra gli elementi, su un equilibrio che resta mobile e mai definitivo, lasciando emergere una dimensione meditativa che invita alla sospensione.

Le forme dialogano tra loro senza rigidità, costruendo uno spazio visivo che sembra respirare attraverso minime variazioni di ritmo e di colore, mentre il vuoto assume un ruolo attivo, diventando parte integrante della composizione. Il silenzio evocato dal titolo si manifesta come una presenza densa e operativa, un silenzio che accompagna la visione e amplifica la percezione delle superfici, come ricorda il curatore quando scrive che “il silenzio, in queste opere, diventa una condizione necessaria per cogliere le vibrazioni interne del colore”. La tavolozza scelta da Giorgio Denti si muove su registri sobri ma intensi, con cromie che sostengono la struttura dell’immagine senza mai imporsi, contribuendo a creare superfici raccolte e misurate, lontane da ogni enfasi.

Ogni opera si configura come un luogo di equilibrio temporaneo, aperto all’esperienza individuale, capace di instaurare un rapporto diretto e intimo con l’osservatore, che viene invitato a soffermarsi, a percorrere lo spazio pittorico con lo sguardo, a lasciarsi attraversare da una visione che si costruisce nel tempo. Silenti Geometrie restituisce così un percorso coerente e consapevole, in cui la pittura diventa esercizio di attenzione e pratica di ascolto, offrendo una riflessione sul valore della forma come strumento di conoscenza sensibile.

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