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Consiglio Comunale di Crema: sicurezza, verde e sostegno alle forze dell'ordine

Durante il consiglio comunale di Crema si è discusso di manutenzione del verde, trasparenza nelle convenzioni e sostegno alle forze dell'ordine, con accesi dibattiti sui recenti eventi di Torino e le condizioni di sicurezza in città

Consiglio Comunale del 9 febbraio 2026
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Manutenzione del verde, ordine delle strade e il dibattito sulla solidarietà alle forze dell’ordine dopo i fatti di Torino. Questi i temi principali del consiglio comunale di Crema, cominciato proprio dalla comunicazione della consigliera Emanuela Schiavini, che ha portato all’attenzione dell’aula le condizioni di disagio di via Matilde di Canossa, in particolare nell’area del sottopasso.

“È stato fatto un intervento di facciata solo per poter dire di aver risposto a una mozione – ha dichiarato –. Mi aspetto un intervento completo al sottopasso della zona e che la giunta garantisca rispetto degli spazi comuni e sicurezza”.

A seguire, la Lega Cremasca ha presentato un’interrogazione sulla trasparenza e sul monitoraggio delle convenzioni attive nel Comune. A rispondere è stata la vicesindaca Cinzia Fontana, che ha illustrato il quadro complessivo emerso dal monitoraggio effettuato a dicembre 2025.

Le convenzioni attive risultano essere oltre 150, di cui circa 100 effettivamente in vigore a fine 2025, escluse quelle urbanistiche, molte delle quali legate alla concessione di beni comunali. “Un elenco dettagliato verrà trasmesso ai consiglieri”, ha precisato Fontana.

L’assessora ha inoltre chiarito che alcune convenzioni risultano formalmente scadute ma ancora operative: in parte tramite proroghe tecniche, in attesa di nuove procedure di affidamento, e in parte tramite proroghe tacite con rinnovi in corso. Il monitoraggio, ha spiegato, è svolto dai diversi settori comunali con controlli periodici, verifiche documentali e sopralluoghi, secondo modalità differenziate in base alla tipologia di accordo.

Sono previste o in corso revisioni di convenzioni rilevanti, in particolare quella dello Sport Village e, nel 2026, quella del centro natatorio, che sarà valutata anche alla luce degli investimenti per l’efficientamento energetico. In programma anche nuove convenzioni e rinnovi soprattutto in ambito sociale, culturale e ambientale, oltre a una nuova stipula per la gestione dell’Eco-modulo al parco don Vincenzo de Maestri.

Sul fronte della gestione del verde, Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione a cui ha risposto l’assessore Bordo: “Il Comune di Crema non dispone attualmente di un Piano comunale del Verde, che si ritiene opportuno adottare in coordinamento con il nuovo PGT, attualmente in fase di revisione. È invece attivo il censimento georeferenziato del patrimonio arboreo, in corso di aggiornamento, che sarà alla base del Bilancio arboreo previsto per il 2027. Nelle prossime settimane la Commissione Ambiente valuterà anche l’istituzione del Garante del Verde”.

“Per quanto riguarda gli alberi per i nuovi nati – ha aggiunto l’assessore – Regione Lombardia non prevede finanziamenti, ma il Comune provvede comunque ogni anno con risorse proprie, piantumando un numero di alberi superiore alle nascite. Nel triennio 2023-2025 sono stati messi a dimora oltre 850 alberi a fronte di 597 nuovi nati, con l’iniziativa simbolica annuale dell’albero della vita. Infine, la riqualificazione di viale Europa: il progetto di fattibilità per la manutenzione straordinaria, la valorizzazione ambientale e il miglioramento della mobilità ciclopedonale è in fase di ultimazione”.

La replica non ha convinto la minoranza: il consigliere Torrisi ha sottolineato come “il parco Bonaldi non venga mai chiuso”, invitando l’amministrazione a “fare uno sforzo in più sul verde”.

Particolarmente acceso il dibattito sull’ordine del giorno presentato dalla Lega a sostegno delle forze di polizia in relazione ai fatti avvenuti a Torino. Il consigliere Bergamaschini ha chiesto un sostegno chiaro alle forze dell’ordine: “Sono esseri umani. Manifestare è un diritto, ma la violenza non deve essere tollerata”.

Quasi sulla stessa linea Lopopolo, che ha parlato di “atto dovuto e convinta solidarietà al poliziotto e alle persone che hanno subìto violenza”, distinguendo però tra chi manifesta pacificamente e chi si rende responsabile di atti violenti. “Chi scende in piazza deve avere la garanzia dallo Stato dell’isolamento dei violenti”, ha aggiunto.

Più articolata la posizione di Caso, che ha invitato a una riflessione più ampia: “Le violenze contro agenti e giornalisti a Torino sono inaccettabili e vanno condannate senza ambiguità, così come va espressa piena solidarietà agli agenti aggrediti. Allo stesso tempo, in uno Stato di diritto non è accettabile un doppio registro: va condannata ogni violenza, da chiunque e contro chiunque. Riconoscere episodi di uso eccessivo della forza da parte di singoli agenti non significa delegittimare le forze dell’ordine, ma tutelarne la credibilità. Solidarietà va espressa anche ai manifestanti pacifici e alla città di Torino. Il vero sostegno alle forze dell’ordine non sta nella retorica, ma in investimenti, organici adeguati e formazione, oggi carenti. Le analisi tecniche evidenziano gravi problemi di coordinamento e addestramento nella gestione dell’ordine pubblico. Il Governo risponde con decreti emergenziali e propaganda, evitando di assumersi responsabilità politiche. Servono strategia, rispetto dei diritti e distinzione netta tra chi manifesta pacificamente e chi usa la violenza”.

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