Long-Term Care, Fondazione Benefattori Cremaschi in Commissione al Parlamento europeo
Fondazione Benefattori Cremaschi a Bruxelles ha partecipato a un incontro con la Commissione europea sul Long-Term Care, evidenziando criticità del settore e l’importanza di un dialogo stabile con le istituzioni
La Fondazione Benefattori Cremaschi a Bruxelles, insieme a delegazioni di altri enti sociosanitari e all’europarlamentare Dario Nardella, ha partecipato a un incontro con la Commissione europea sulle sfide e le opportunità del settore Long-Term Care. Fondazione Benefattori Cremaschi era rappresentata da Marika Miglioranza, direttore amministrativo con funzione di vice direttore generale.
I funzionari europei hanno illustrato il ruolo della Commissione nel monitoraggio dei sistemi socio-sanitari, nelle raccomandazioni agli Stati membri e negli strumenti di finanziamento, sottolineando l’importanza del dialogo con gli operatori sul territorio. È stato ricordato come il 2022 abbia segnato una svolta con l’adozione della European Care Strategy e della Raccomandazione UE sull’assistenza a lungo termine.
La delegazione italiana ha portato all’attenzione dell’UE le difficoltà quotidiane del settore: carenza di personale qualificato, bisogno di rafforzare l’assistenza domiciliare e necessità di un confronto costante con le istituzioni, oltre alla valorizzazione delle strutture come realtà multiservizi impegnate in innovazione e digitalizzazione. È stato altresì ribadito il ruolo essenziale di RSA, fondazioni ed enti sociosanitari nel welfare italiano e la necessità di riconoscerli pienamente nella strategia europea per la salute.
L’incontro si è concluso con la decisione di creare un tavolo permanente di dialogo tra operatori e istituzioni europee, con un prossimo appuntamento già fissato presso il Parlamento europeo.
“Il confronto con le istituzioni europee – commenta Marika Miglioranza – è un passaggio essenziale per rafforzare il ruolo dell’assistenza a lungo termine nel sistema di welfare. Come Fondazione, riteniamo imprescindibile il valore della rete territoriale e di un dialogo stabile a livello europeo per affrontare criticità strutturali come la carenza di personale, lo sviluppo di servizi innovativi e una reale integrazione dei percorsi di cura”.