Cronaca

Trenord, Piloni: "La cancellazione del bonus è un risparmio sulla pelle dei pendolari"

Il consigliere Matteo Piloni denuncia la cancellazione del bonus automatico per i ritardi, che ha portato a un crollo degli indennizzi per i pendolari. Solo 106mila euro restituiti nel 2024 rispetto ai 5,7 milioni del 2023, un vero affare per Trenord

immagine di repertorio
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“La cancellazione del bonus automatico per i ritardi e le soppressioni dei treni si conferma un affare milionario per Trenord e una beffa per i pendolari, compresi quelli della provincia di Cremona. Con il nuovo sistema di indennizzi, infatti, nel 2024 sono stati restituiti agli abbonati solo 106mila euro, contro i 5,7 milioni del 2023: un rapporto di 57 a 1. Anche il numero dei beneficiari è crollato: da quasi 107mila bonus riconosciuti nel 2023 a soli 5.213 indennizzi nel 2024” così il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni interviene dopo aver analizzato i dati forniti dalla stessa Regione Lombardia, in seguito a un accesso agli atti del gruppo regionale del Pd.

Fino al 31 dicembre 2023 era in vigore un sistema di rimborso automatico – ricorda Piloni -: la performance di ogni linea ferroviaria regionale veniva valutata mensilmente attraverso un algoritmo che considerava ritardi superiori ai cinque minuti e le corse soppresse. Al superamento di una determinata soglia di disservizi, agli abbonati veniva riconosciuto automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento”.

Dal primo gennaio 2024 questo meccanismo è stato cancellato e sostituito dal sistema degli indennizzi: i rimborsi scattano solo per ritardi superiori ai 15 minuti e, soprattutto, non sono più automatici, ma devono essere richiesti esplicitamente dall’utente dopo aver verificato sul sito di Trenord se la propria linea rientra tra quelle indennizzabili.

“Il risultato è evidente e noi lo avevamo denunciato fin dall’inizio– sottolinea il consigliere dem –: la cancellazione del bonus non era una scelta obbligata, come la Regione ha cercato di far credere, ma una decisione politica che ha finito per favorire Trenord e penalizzare pesantemente e ulteriormente i pendolari”.

“Il quadro complessivo è ancora più grave – prosegue Piloni –: la Regione Lombardia ha il compito di governare il trasporto ferroviario e di garantire un buon servizio per gli utenti, ma al contempo è proprietaria, per il 50%, di Trenord, che eroga il servizio grazie a un contratto che questa giunta regionale ha assegnato senza gara, per dieci anni, nel 2023. Inoltre, con l’assegnazione, Palazzo Lombardia ha aumentato il corrispettivo regionale di cento milioni di euro l’anno. Se mettiamo tutto sulla bilancia, si vede chiaramente che a Fontana e alla sua giunta regionale di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia interessano molto i bilanci di Trenord e molto meno i diritti dei pendolari”.

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