Bonaldi fa eco a Schlein: PD tra no al referendum e ascolto popolare
L'ex sindaca di Crema sottolinea passaggi e sfide della relazione della segretaria alla direzione del Partito Democratico
L’ex sindaca di Crema e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, Stefania Bonaldi, ha analizzato attraverso i suoi canali social i punti cardine della relazione presentata da Elly Schlein alla Direzione del partito. Ne emerge il ritratto di un impegno che si annuncia doppio e ambizioso per i prossimi mesi, con il PD pronto a una mobilitazione permanente su più fronti: “Da un lato – scrive Bonaldi – la campagna per il No al referendum, contro una riforma che non incide sui tempi lunghi dei processi, sulla carenza di organico, sui casi di malagiustizia; dall’altro un grande percorso di ascolto che attraverserà il Paese, ‘L’Italia che sentiamo’”.
Il dibattito politico si intreccia inevitabilmente con la cronaca e le recenti tensioni di piazza. Bonaldi riporta la condanna ferma e netta espressa dalla segretaria Schlein verso ogni forma di violenza politica, rinnovando la solidarietà agli agenti feriti e al sindaco di Torino, Lo Russo. Tuttavia, dal Nazareno arriva un monito chiaro al Governo Meloni: i fatti di Torino non devono diventare il pretesto per una stretta autoritaria sulle libertà democratiche, poiché il diritto di manifestazione resta un pilastro fondamentale della democrazia italiana, specialmente a fronte del nuovo pacchetto sicurezza.
Lo sguardo si allarga poi allo scacchiere internazionale, dove il rapporto con gli Stati Uniti di Trump segna un punto di forte attrito. Bonaldi sottolinea come le due sponde dell’Atlantico non siano mai state così distanti e critica aspramente quella che definisce la “subalternità” di Giorgia Meloni. Secondo l’esponente dem, l’attuale esecutivo non è stato capace di difendere posizioni di dignità internazionale, arrivando a definire legittima l’azione unilaterale in Venezuela e omettendo di porre un freno chiaro alle mire americane sulla Groenlandia, simbolo di una politica estera che il PD intende invece condurre a testa alta.
Infine, la relazione di Schlein ripresa da Stefania Bonaldi tocca la delicata questione degli equilibri interni al Partito Democratico. La linea tracciata dalla segretaria Pd, e rilanciata da Bonaldi, difende il pluralismo come un valore intrinseco di un partito non personale, garantendo rispetto e ascolto alle minoranze interne. Tuttavia, questo riconoscimento non deve tradursi in frammentazione. La segretaria ha infatti ribadito che, pur nel sano confronto tra idee diverse, il PD possiede una linea politica chiara e univoca. L’obiettivo è evitare che all’esterno passi l’immagine di un partito diviso: il PD, come sostenuto da Schlein e sottolineato da Bonaldi “ha una maggioranza e ha una linea chiara. Si può essere d’accordo o no, ma è sbagliato dare fuori l’idea che il partito abbia linee diverse, perché ne ha una sola, non due, non tre e non nessuna. Questo è fondamentale”.