Parco del Serio: il monitoraggio dell’avifauna svela il ruolo chiave degli alberi
Il monitoraggio 2025 dell’avifauna nel Parco del Serio evidenzia difficoltà per le specie degli ambienti aperti, ma segnali incoraggianti nelle aree riforestate. Gli alberi risultano decisivi per biodiversità ed equilibrio degli ecosistemi
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Monitorare l’avifauna risulta fondamentale per indirizzare l’azione gestionale del Parco del Serio orientata in questo ambito, in quanto gli uccelli sono ottimi bioindicatori. La pubblicazione sul sito del Parco, della relazione sull’attività dello scorso anno, consente di fare alcune valutazioni di carattere generale.
“Nel corso del 2025 – riferisce Ivan Bonfanti, responsabile del Settore Ecologia e Ambiente per il Parco del Serio – sono state monitorate nuove aree tra le quali alcune oggetto di interventi di incremento della biodiversità, in particolare nuovi rimboschimenti, allo scopo di valutare l’efficacia di questi interventi”. Nelle attività di studio e monitoraggio per aggiornare le conoscenze sulla composizione e la distribuzione dell’avifauna (circa 220 le specie presenti nel territorio del Parco) realizzate a cura dei naturalisti Giuditta Corno e Jacopo Barchiesi, con la collaborazione di Alessandro Nessi, emerge da un lato la difficoltà delle specie legate agli ambienti aperti, dall’altra, nelle aree oggetto di forestazione, i sono segnali più positivi.
Diverse le azioni da intraprendere per realizzare sistemi agroecologici nei quali le aree agricole siano in grado di ospitare biodiversità e realizzare quindi una serie di servizi ecosistemici utili a tutti i cittadini (impollinazione, tutela idrogeologica, qualità delle acque, funzione ricreativa e molte altre). Grazie a una convenzione tra il Parco del Serio e l’Associazione Capannelle Onlus (Associazione per gli studi ornitologici, la protezione dell’ambiente e l’educazione ambientale), sono disponibili anche i dati derivanti dalle attività della stazione di inanellamento a scopo scientifico di Capannelle, nel Comune di Grassobbio (BG), dove nel corso del 2025 sono state censite 33 specie di uccelli. Nel corso del 2025 è stato inoltre sviluppato, in parallelo alle attività di monitoraggio ornitologico, un approfondimento specifico sull’analisi della dieta del barbagianni, in collaborazione con il Corso di Laurea di Scienze Naturali dell’Università degli Studi di Milano.
Per quanto riguarda le specie target, i risultati ottenuti evidenziano una situazione sostanzialmente invariata rispetto al 2024, ma ancora critica per Pavoncella (simbolo del Parco del Serio), Averla piccola, Saltimpalo e Allodola. Per queste specie si conferma uno stato di conservazione sfavorevole, senza segnali di ripresa significativi rispetto al triennio precedente, con lo stato di conservazione della Pavoncella che appare compromesso: nel 2025 non sono stati rilevati individui, salvo presenze invernali localizzate nel settore sud di Crema. La situazione locale è riconducibile alla marcata carenza di habitat idonei alla specie, al contrario, per la Tortora selvatica il quadro è relativamente più favorevole, con dati in linea con quanto rilevato nel periodo 2022–2024. Quanto alle aree forestali nel territorio del Parco, queste mostrano un buon stato di conservazione, con segnali positivi anche per quanto riguarda l’avifauna associata. Le diffuse opere di riforestazione, il consolidamento dei corridoi ecologici ripariali e le politiche di tutela attuate nel tempo dal Parco del Serio, si legge nella relazione, hanno contribuito al mantenimento di uno stato di conservazione complessivamente favorevole.
Per il presidente del Parco, prof. Basilio Monaci, “dove si sta procedendo con le piantumazioni, l’avifauna si sta ripopolando. Questo ci spinge a proseguire nella messa a dimora sistematica, perché questa è la direzione giusta, insistere sull’implementazione del tessuto arboreo nel territorio del Parco”.