Cronaca

Battaglia per il Viale di Santa Maria: il comitato chiede riapertura e sicurezza

Il Comitato “Salviamo lo storico viale di Santa Maria della Croce” si batte per riaprire il viale in sicurezza. Il piano d'azione prevede la raccolta firme e il coinvolgimento della Sovrintendenza per tutelare il patrimonio storico-artistico.

Servizio di Sabrina Grilli
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No al nuovo sottopasso ciclopedonale, si alla riapertura dello storico Viale di Santa Maria della Croce, almeno per i pedoni e di chi fa uso delle carrozzine: mamme con bambini, anziani e persone disabili.
E’ l’obiettivo del Comitato “Salviamo lo storico viale di Santa Maria della Croce”, nato il 9 gennaio scorso da una costola di un altro comitato, un gruppo civico favorevole invece alla costruzione del nuovo sottopasso ciclopedonale.
Il neonato Comitato, attualmente costituito da  una ventina di membri, prevede una serie di azioni per restituire alla città la bellezza di un viale storico-artistico vincolato, togliendo lo sbarramento che isola il quartiere e che crea un profondo disagio tra gli abitanti.

Al primo posto del piano d’azione, l’ avvio di una raccolta firme per costruire un largo consenso che faccia pressione su RFI per far riaprire il viale garantendo tuttavia la sicurezza.
“Il comitato – ha detto Mario Doldi – nasce per avviare una battaglia dura e lunga che faccia pressione su Rfi per far riaprire il viale garantendo la sicurezza e preservando la bellezza del viale. La prima cosa da fare è allargare il consenso, ottenere l’appoggio della Sovrintendenza e infine chiedere ad RFI l’utilizzo di nuove tecnologie che consentano la riapertura del viale, dalla rotonda di Piazza delle Rimembranze alla Basilica di Santa Maria, in sicurezza”.

Il passo successivo alla creazione di un largo consenso è incontrare la direzione della Sovrintendenza di Mantova perché possa a sua volta agire e fare pressioni su RFI in quanto il bene è vincolato e va tutelato come patrimonio storico artistico.

“Il Viale di Santa Maria – ha proseguito l’architetto Edoardo Edallo – risale ai primi dell’800 ai tempi di Napoleone che ha fatto delle cose notevoli per la città di Crema. Noi confidiamo nel sostegno della Sovrintendenza alle Belle Arti che deve dare un parere perché deve rendersi conto che il viale è un bene storico artistico che non può essere deturpato con uno sbarramento, va conservato!“

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