San Francesco Sales, la Festa dei Giornalisti: pace e ricerca della verità
Sabato scorso a Crema si è celebrata la festività di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, con la presentazione del libro “I sette baci dell’Eucarestia” di don Giorgio Zucchelli, che esplora la relazione tra Eucaristia e amore
Leggi anche:
Celebrata sabato scorso a Crema la festività di san Francesco di Sales, morto nel 1622 e dal 1923 santo patrono dei giornalisti, considerato non solo un teologo, ma anche un innovatore nelle forme della comunicazione. Come consuetudine appuntamento per i giornalisti cremaschi presso la Sala Rossa dell’Episcopio, dove per l’occasione quest’anno è stato presentato l’ultimo volume di don Giorgio Zucchelli, decano dei giornalisti cremaschi, nonché direttore del settimanale diocesano che festeggerà questo mese il secolo di vita.
“I sette baci dell’Eucarestia… in attesa dell’Ottavo”, questo il titolo del libro di don Giorgio Zucchelli edito da Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, e curato dalla giornalista bresciana Anna Salvioni, che ha moderato anche la stessa presentazione, alla quale ha dato il suo contributo Lina Casalini Maestri che ha letto alcuni brani del testo.
Il libro che ha avuto una gestazione di oltre un anno, nasce dalla meditazione e dalle preghiere serali dell’autore e mette al centro l’Eucaristica come linguaggio d’amore, trovando l’ispirazione nel Cantico dei Cantici, testo biblico attribuito al re Salomone, composto da otto capitoli contenenti poemi d’amore risalenti al quarto secolo prima di Cristo. Partendo dal titolo, don Giorgio elenca quali sono questi sette baci: il Bacio del Perdono, quello all’Altare, la Parola di Dio, l’Incarnazione eucaristica, la Fraternità, la Comunione ed il saluto all’altare, prima che il celebrante si ritiri in sagrestia. Sette baci in attesa dell’ottavo, che al termine della presentazione, l’autore dirà essere rappresentato dal Paradiso.
Un libro complesso, ispirato, ma destinato non solo a intellettuali, per tutti, dice la moderatrice in avvio della presentazione, ed in effetti lo stesso autore lo conferma: “Ho scritto questo libro dopo lunghi anni di letture, nella speranza che possa essere utile anche per avvicinare al testo del Cantico, nel rapporto con Gesù sposo, partendo dalla stessa traduzione della Cei”. Ed in effetti la mole di lavoro e letture che sta alla base del testo di don Zucchelli è veramente tanta, in quanto l’autore ha analizzato tutti i santi che hanno commentato il Cantico, anche con un collegamento all’Eucarestia, in tutto 235, dal primo, sant’Ignazio, all’ultimo, Papa Giovanni Paolo II. Nell’analisi dei testi biblici e del Cantico, l’autore si sofferma sull’aspetto del bacio nell’Eucarestia e sulla messa vista come uno “sposalizio”, riprendendo il testo di un certosino, per una lettura che diventa essa stessa preghiera e meditazione. “L’Eucaristica – dirà in conclusione l’autore – oggi è vissuta dai giovani come un rito e non come un dono”.
Le celebrazioni per il santo patrono dei giornalisti si sono concluse poco dopo, con una messa presso la Cattedrale cittadina, con un’attenzione particolare alla professione giornalistica, anche nelle preghiere, nel ricordo di chi non c’è più, e nei riferimenti alle beatitudini. “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, quelli che guardano alla verità dei fatti”, ha detto lo stesso don Giorgio nell’omelia, trattando anche l’attualità dell’intelligenza artificiale nei media contemporanei, tema presente anche nel messaggio del Papa in occasione della Giornata delle comunicazioni sociali del prossimo maggio, esaltando il ruolo del giornalista come costruttore di pace e di un’informazione che deve essere interpretata come strumento per unire e non per dividere.
Ilario Grazioso