Per quasi 40 anni al servizio dell'ospedale di Crema: Maurizio Borghetti va in pensione
Il radiologo del Maggiore si congeda con un messaggio social. Il suo contributo alla sanità e alla comunità, specialmente durante la pandemia, resterà indelebile nella memoria collettiva
Il display dell’orologio marcatempo dell’Ospedale Maggiore di Crema segnava le 13:13 di sabato, quando Maurizio Borghetti ha strisciato il suo badge per l’ultima volta. Un gesto compiuto per 39 anni e 4 mesi, che oggi chiude un capitolo per la sanità locale e per i tantissimi cittadini che in lui hanno trovato non solo un medico, ma un punto di riferimento umano.
Con un post affidato ai social, Borghetti ha salutato colleghi e pazienti parlando di un bagaglio colmo di esperienze e bellissimi ricordi, aprendo ufficialmente le porte a quella che lui stesso ha definito una nuova vita.
“Dopo 39 anni e 4 mesi di timbrature al Maggiore di Crema – scrive il medico – è arrivato il momento dell’ultima alle 13.13 del 31 gennaio 2026. Lascio tante esperienze e bellissimi ricordi. Mi aspetta una nuova vita”.
Borghetti, classe 1958, ha saputo declinare la figura del Radiologo con un carisma fuori dal comune. Tutti ricordano con profonda gratitudine il suo impegno durante il buio del 2020: quando la pandemia di Covid-19 sembrava togliere ogni speranza, i suoi interventi su Facebook sono diventati una medicina per l’anima.
La vicinanza alla gente lo ha portato, nel 2022, a mettersi in gioco in prima persona nella corsa come candidato sindaco per il centrodestra. Nonostante un clima politico non sempre compatto alle sue spalle, Borghetti ha affrontato il duello contro Fabio Bergamaschi con la consueta schiettezza, dimostrando che il suo legame con Crema andava ben oltre il camice bianco. Oggi, nel momento del congedo, resta il ringraziamento sincero di una comunità che ha beneficiato delle sue diagnosi puntuali e dei suoi consigli medici, sempre dispensati con quel tocco di spirito rock che lo ha reso unico.