Cronaca

Foibe ed esodo istriano-dalmata: incontri nelle scuole per una memoria europea attiva

A Crema, Cremona e Casalmaggiore studenti e docenti riflettono sulla storia del confine orientale. Un ciclo di incontri ripercorre violenze, foibe ed esodo istriano-dalmata, per costruire una memoria storica condivisa

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Nell’ambito del Giorno del Ricordo, mercoledì 4 febbraio Crema, Cremona e Casalmaggiore ospiteranno una serie di incontri dedicati alla storia del confine orientale, rivolti a studenti e docenti delle scuole superiori. L’iniziativa rientra nel progetto Essere cittadini europei – Percorsi per una memoria europea attiva 2026 e ha l’obiettivo di approfondire una delle pagine più complesse e dolorose della storia del Novecento, dal primo conflitto mondiale fino all’annessione definitiva di Trieste all’Italia nel 1954.

Al centro degli appuntamenti l’intervento dello storico Franco Cecotti, docente e ricercatore dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia. Il suo contributo, dal titolo Guerra e violenza al confine orientale. 1914–1954, offrirà un ampio quadro storico delle vicende che hanno segnato l’area, mettendo in luce l’intreccio di violenze di diversa matrice che portarono alle foibe titine e al doloroso esodo di centinaia di migliaia di istriani e dalmati.

Il percorso prende avvio dallo scoppio della Prima guerra mondiale e attraversa il periodo tra le due guerre, fino al secondo conflitto mondiale e al difficile dopoguerra. Un passaggio cruciale è rappresentato dal 10 febbraio 1947, quando con la firma del trattato di pace di Parigi si concluse il lungo negoziato iniziato nel 1945. Trieste, contesa dalla Jugoslavia, divenne Territorio libero sotto controllo alleato e solo nel 1954 fu definitivamente annessa all’Italia. Nel frattempo, l’esodo degli italiani, iniziato già nel 1944 a Zara, proseguì per anni e coinvolse anche il territorio cremonese, dove furono allestiti campi profughi per accogliere gli esuli.

Come ricorda lo storico Raul Pupo, massimo studioso italiano del confine orientale, dopo l’8 settembre 1943 l’Istria fu occupata per alcune settimane dai partigiani jugoslavi, che proclamarono l’annessione alla Jugoslavia e avviarono l’eliminazione dei cosiddetti “nemici del popolo”. In un clima di grande confusione, le violenze di massa furono il risultato di un intreccio di motivazioni politiche, nazionali e sociali, spesso alimentate da rancori personali e contrasti d’interesse. Molti corpi vennero gettati nelle foibe, in pozzi minerari o dispersi in mare.

Una seconda ondata di violenze si verificò nel maggio del 1945, con l’occupazione della Venezia Giulia da parte dell’esercito di Tito, che portò a numerose esecuzioni sommarie di militari italiani e tedeschi arresisi.

Il progetto richiama anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito il confine orientale come una sorta di “muro di Berlino” italiano, capace di dividere territori, famiglie e comunità, causando sofferenze profonde e durature.

Gli incontri nelle scuole intendono offrire agli studenti strumenti storici e critici per comprendere quella stagione di violenze e migrazioni forzate, promuovendo una memoria consapevole e condivisa, fondamentale per la costruzione di una cittadinanza europea attenta ai valori della pace e del rispetto dei diritti umani.

Gli incontri si svolgeranno a Cremona nell’aula magna del Torriani dalle 11 alle 12.30 e a Crema in Sala Alessandrini dalle 8.30 alle 10.

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