Regione approva la Comunità di Pianura seguendo il modello dell'Area Omogenea Cremasca
La Regione Lombardia approva all'unanimità la risoluzione per valorizzare le gestioni associate, ispirandosi al modello cremasco. Un passo significativo verso la creazione della Comunità di Pianura, sostenuto da tutti i gruppi consiliari
L’Area omogenea cremasca protagonista in Regione. Negli scorsi giorni è stata approvata all’unanimità la risoluzione, licenziata dalla Commissione lo scorso 4 dicembre, in merito alle iniziative per la valorizzazione delle gestioni associate in Lombardia.
Un passo avanti concreto verso la Comunità di Pianura, spinta con entusiasmo dai Comuni del Cremasco. La risoluzione ha messo d’accordo tutti i gruppi consiliari, sottolineando come il modello dell’Area omogenea cremasca abbia fatto scuola, e che sia la soluzione da seguire in Lombardia per una gestione dei servizi sovracomunali più efficace ed efficiente.
Presenti in consiglio il presidente dell’Area omogenea, Gianni Rossoni, insieme al sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, e al sindaco di Casale Cremasco Vidolasco nonché membro della giunta dell’Area omogenea, Antonio Grassi. Proprio il presidente del modello cremasco, non ha nascosto la soddisfazione per gli enormi passi avanti realizzati verso la costituzione della Comunità di Pianura.
“Un passo importante perché la Regione Lombardia – spiega Rossoni – pur non avendo la competenza ordinamentale che sta in capo allo Stato, quella di por mano all’ordinamento del sistema degli enti locali, la Regione Lombardia si sta rendendo conto che con i suoi 1.500 comuni di cui il 70% sono di 5.000 abitanti, questi comuni della Lombardia hanno bisogno di un rafforzamento per poter fare in modo che questi comuni possano svolgere la loro funzione, hanno bisogno oggi di mettersi insieme. Il Cremasco è un territorio molto identitario da questo punto di vista che ha una relazione istituzionale datata negli anni precedenti e quindi questo territorio si sta proponendo come un modello per far fronte alla gestione associata alle funzioni dei comuni. Occorre che la regione dia anche un vestito normativo, faccia una norma legislativa che riconosca questo soggetto come soggetto riconosciuto dalla regione, l’obiettivo sarà Comunità di Pianura come ente riconosciuto dalla regione, consorzio, centro di competenza riconosciuto dalla regione.