Crema celebra la Giornata della Memoria insieme agli studenti
In piazza Istria e Dalmazia a Crema, studenti delle scuole Racchetti da Vinci e Galilei hanno deposto la corona d’alloro alle vittime dell’Olocausto. Il sindaco Bergamaschi ha sottolineato l’importanza della memoria per contrastare antisemitismo e razzismo
Un giorno che serve a ricordare e creare consapevolezza, soprattutto nelle nuove generazioni, perché, come ha detto Primo Levi “E’avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. È il significato profondo che ha accompagnato a Crema la Giornata della Memoria, che si è celebrata in piazza Istria e Dalmazia, con la deposizione della corona d’alloro davanti al bassorilievo dedicato alle vittime dell’Olocausto. A portare la corona proprio alcuni studenti di una delegazione di scuole cittadine, il Racchetti da Vinci e il Galilei.
Davanti ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli studenti, il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, ha voluto ricordare il giorno in cui, con la liberazione del campo di Auschwitz, il mondo scoprì l’abisso. Quest’anno, tuttavia, questo giorno si intreccia con un anniversario che parla al nostro presente, gli 80 anni dal processo di Norimberga.
“Il processo di Norimberga dimostra come la forza della legalità internazionale può prevalere sulla forza della forza bruta, che è quella che sta ritornando un po’ nella nostra fase storica, che dobbiamo arginare con momenti come questo, che sono memoria e omaggio alle vittime della Shoah, ma come monito perenne sul tema dell’antisemitismo, come su ogni forma di razzismo – ha dichiarato Bergamaschi – Da Norimberga nasce il diritto internazionale contemporaneo. Ricordare significa impedire che l’orrore venga relativizzato. Difendere il diritto significa impedire che possa ripetersi. Oggi parlare di memoria, parlare di antisemitismo, anche con un antisemitismo di ritorno, diventa importante per essere un argine a queste derive e mantenersi in una condizione, dico mantenersi perché in Europa abbiamo avuto questa fortuna da lunghi decenni, di mantenersi in una condizione di pace, di prosperità e di lavorare finché anche nel mondo questo possa accadere”.
Sabrina Grilli