L’addio a Stanghellini della città: “Eredità da preservare”
Oggi in Piazza Duomo a Crema, l’addio a Renato Stanghellini. La comunità cremasca si è stretta intorno al fondatore de “I Pantelù” con un caloroso abbraccio, per l’estremo saluto. Un uomo buono, altruista e generoso che lascia un’eredità ed una lezione umana da preservare.
Ha preparato tutto Renato Stanghellini, anche il momento di saluto estremo alla città, come una grande festa.
Si sono tenuti in piazza Duomo i funerali civili del fondatore de I Pantelù alla presenza della comunità cremasca che, commossa, gli ha fatto sentire tutto l’affetto e il calore umano che Renato, per primo, ha saputo regalare a chiunque incontrasse.
Tre i momenti musicali che ha scelto come degno coronamento della sua vita, ha detto l’amico Franco Bordo, a cui si è affidato come cerimoniere del suo funerale: gli zampognari che lo hanno accompagnato in tutte le iniziative di solidarietà; la voce di Debora Tundo sulle note di Alessandro Lupo Pasini per l’amore che da sempre ha nutrito per la musica, grazie al papà tenore; e la fisarmonica dell’amico Vittorio Formaggia, che ha intonato e omaggiato con “Bella Ciao”, l’impegno politico di Renato, militante del Partito Comunista prima, di Rifondazione Comunista dopo e consigliere comunale.
Musiche e testimonianze traboccanti di emozioni e tanta gratitudine: quella dei volontari dei Pantelù, Ivan, detto Briciola, Rosalba e Maria; dei familiari; del Vescovo di Crema, Monsignor Daniele Gianotti che ha inviato il suo messaggio e infine del sindaco, Fabio Bergamaschi, a nome di tutta la città.
“E’ stato un esempio concreto – ha detto al termine della commemorazione il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, dove la solidarietà cresceva come attività dal basso che veniva proprio dalla spontaneità del gesto verso l’altro. Nessuno era altro per Renato.
Renato era amico di tutti e di chi non era amico, solo perché mancava la conoscenza. Nessuno era altro, era solo un amico che non si aveva avuto l’opportunità di conoscere e questo è stato il suo essere rivoluzionario. Oggi era doveroso essere qua in tanti a rendergli omaggio e a dirgli che il suo passaggio ha contato”.
Sabrina Grilli