Centro islamico, Lega e Fdi: "Rischia di limitare l'integrazione"
Il circolo di Fratelli d’Italia di Chieve e la Lega per Salvini Premier sezione di Bagnolo Cremasco hanno chiesto alla comunità una riflessione pubblica riguardo alla recente apertura del centro culturale islamico proprio nel comune di Bagnolo. In un comunicato congiunto, i rappresentanti politici hanno chiarito che l’iniziativa non intende mettere in discussione la libertà religiosa, ma piuttosto valutare l’impatto della nuova struttura sui processi di integrazione e coesione sociale.
Nel documento, si sottolinea la necessità di interrogarsi se centri culturali con una forte connotazione identitaria possano realmente favorire l’integrazione o, al contrario, se possano alimentare dinamiche di chiusura e auto-referenzialità. “L’integrazione si costruisce principalmente attraverso spazi e percorsi condivisi”, affermano i rappresentanti, “mentre la moltiplicazione di luoghi riservati a singole comunità rischia di ridurre le occasioni di interazione con il resto della cittadinanza”.
Il comunicato evidenzia che il territorio dispone già di spazi di aggregazione consolidati, come oratori e strutture comunali, frequentati anche da cittadini di diversa provenienza culturale. “Ci si chiede quindi se sia effettivamente necessaria una nuova struttura dedicata, anziché valorizzare gli spazi già presenti in un’ottica di condivisione e dialogo”, affermano.
Inoltre, si richiede chiarezza riguardo alle modalità di accesso al centro e sul grado di apertura alla cittadinanza. “È fondamentale garantire il principio di parità di trattamento, soprattutto in relazione a eventuali concessioni o collaborazioni con enti pubblici”, si legge nel comunicato.
Particolare attenzione è rivolta anche ai corsi di alfabetizzazione previsti all’interno del centro. “Se queste attività sono rivolte a persone stabilmente presenti sul territorio, appare legittimo chiedersi perché non vengano organizzate dal Comune o da enti pubblici, in un contesto laico e condiviso”, si chiede nel documento. “Una gestione interna esclusiva potrebbe risultare poco coerente con il normale svolgimento delle attività educative in una comunità laica”.
Infine, nel comunicato Fdi e Lega chiedono all’amministrazione comunale di “impegnarsi in diverse azioni tra cui: avviare un confronto istituzionale con i promotori del centro; verificare le finalità e modalità delle attività proposte; garantire integrazione, laicità, trasparenza e parità di trattamento; valutare soluzioni che favoriscano la condivisione degli spazi e il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche.