Feste e turismo

Festa del salame edizione 2026:
primo incontro del Comitato

Immagine illustrativa
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In queste ore si è riunito per la prima volta il Comitato promotore della Festa del Salame per avviare ufficialmente il percorso organizzativo dell’edizione 2026, segnando l’inizio di un lavoro condiviso che punta a consolidare e valorizzare una manifestazione ormai riconosciuta come appuntamento di riferimento per la promozione delle eccellenze gastronomiche del Territorio.

L’incontro ha rappresentato un momento significativo di confronto e programmazione: tutti i partner coinvolti hanno confermato con convinzione la propria disponibilità a proseguire il percorso comune, ribadendo l’importanza della Festa del Salame come strumento di valorizzazione culturale, identitaria ed economica, capace di coniugare tradizione, qualità agroalimentare e attrattività turistica.

Nel corso della riunione sono state definite anche le date ufficiali dell’edizione 2026, che si svolgerà sabato 11 e domenica 12 aprile a Crema, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il legame tra la manifestazione e il territorio, ampliandone al contempo il pubblico di riferimento. Il Comitato ha inoltre anticipato che sono in fase di elaborazione alcune novità, pensate per arricchire il programma e rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, pur nel solco della tradizione che contraddistingue l’evento.

Tra i temi affrontati, particolare rilievo ha assunto il capitolo istituzionale. Accanto al patrocinio già confermato da Regione Lombardia e Provincia di Cremona, il Comitato promotore ha condiviso la proposta di richiedere il patrocinio al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Un’iniziativa che intende riconoscere alla Festa del Salame un valore non solo locale, ma nazionale, quale vetrina delle produzioni di qualità e del patrimonio agroalimentare italiano. In questo quadro, si è ritenuto opportuno considerare forme di sostegno all’avvio del Distretto cremasco del cibo e di valorizzazione del riconoscimento da parte dell’UNESCO della cucina italiana come Patrimonio dell’Umanità.

Il primo incontro si è quindi concluso con un clima di forte collaborazione e con la consapevolezza che l’edizione 2026 rappresenterà un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, confermandone il ruolo strategico nella promozione del territorio e delle sue eccellenze.

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