Cremasco, continuità e coerenza
per la formazione dei più piccoli
Continuità e coerenza nel processo di formazione dei più piccoli. Questo l’obiettivo dell’istruzione sul territorio cremasco, con Crema che recita un ruolo chiave nell’indirizzare la metodologia da applicare, coordinando 48 comuni.
“Il Comune di Crema è capofila del coordinamento pedagogico territoriale che tiene insieme 48 comuni e le scuole nidi e infanzia, sia quelle statali, comunali, paritari e quindi ha il compito di organizzare la formazione sul territorio, in modo che ci siano delle riunioni più specifiche fatte con i coordinatori delle scuole che hanno deciso di partecipare, che non sono tutte perché sono più di un centinaio, però sono quasi la metà quelle che hanno aderito a questo coordinamento con cui noi lavoriamo”, spiega Emanuela Nichetti, assessore a Istruzione e Formazione del Comune di Crema.
Per questo esiste un comitato ristretto, che si ritrova e stabilisce le linee guida, in base alle esigenze che nascono dal territorio e nelle singole scuole. La formazione è stata così portata nei subambiti.
“Andare nei subambiti consente davvero di incontrare la realtà più specifica di un territorio – sottolinea Nichetti – magari limitato, con esigenze anche diverse rispetto a quelle che si presentano su Crema, che è la grossa città, però con tanti spunti che vanno bene e servono a tutti, per cui quando si va nei subambiti ci si muove tutti. Non si fa solo per le docenti del subambito, si va tutti, si vedono anche i luoghi, che è una delle cose più importanti”.
L’obiettivo è quello di dare continuità al pensiero educativo per i bambini da 0 a 6 anni, visto che in precedenza erano due segmenti separati dall’età di 3 anni. Il bimbo viene così messo al centro, con unità di intenti a livello pedagogico, senza passaggi inutili, o stop, che ne rallentino la crescita.
“Si sta lavorando su questo coordinamento proprio perché quello verso cui si deve andare è la continuità di questa crescita, la crescita dei bambini e delle bambine senza che ci sia una rottura o che non si sappia che cosa è stato fatto prima e che cosa si deve fare dopo”, conclude l’assessore.
Simone Guarnaccia