Beretta, interpellanza sul ponte
"Quando si farà? 2026 o 2027?"
Il 2026 dovrebbe essere l’anno della riqualificazione del ponte di via Cadorna, a Crema. Ma il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, in un’intervista rilasciata al direttore della nostra emittente, Simone Arrighi, ha detto di valutare se ci siano le condizioni per farlo l’estate 2026 o nel 2027. Immediata la reazione del consigliere di Noi Moderati, Simone Beretta;prima in conferenza stampa poi in un’interpellanza chiede: "Quando sarà realizzato il ponte?Nel 2026 o nel 2027?"
Inizia l’anno nuovo, il 2026, sempre più agguerrito il consigliere di “Noi moderati” Simone Beretta e annuncia un’interpellanza sul ponte di via Cadorna
Il 2026 infatti doveva essere l’anno della riqualificazione del ponte di via Cadorna.
Ma secondo il consigliere Beretta “Non si sa ancora se sarà realizzato nel 2026 o dopo le elezioni amministrative del 2027. A lasciare sbigottiti e sconcertati sono alcune dichiarazioni pubbliche, (rilasciate al direttore di Cr1 Simone Arrighi n.d.r.) sempre del candidato sindaco del PD Bergamaschi per cui il ponte di via Cadorna potrebbe essere realizzato o nell’estate del 2026 o nell’estate 2027, ossia a elezioni comunali avvenute.
Ma come, -tuona Beretta- , l’attuale assessore( Giorgio Pagliari ndr), un giorno si e l’altro pure rassicura che i costosi lavori per il ponte di via Cadorna partiranno entro l’estate del 2026 mentre il candidato sindaco non ne è più tanto certo avendo ben chiaro che se lavori partiranno nel 2026 e qualcosa non girasse per il verso giusto lui ne pagherebbe pesantemente le conseguenze?”.
Ma c’è altro un punto contestato. ”L’assessore ai Lavori Pubblici, Giorgio Pagliari, – prosegue Beretta – ci dice che, tra le altre cose, sono in corso in particolare attività di monitoraggio sulla pila centrale per valutarne lo stato di degrado. Gli interventi consentiranno un rinforzo antisismico su questa struttura portante, oltre ad un rafforzamento tramite iniezioni di calcestruzzo e cerchiatura”.
Secondo Pagliari – è un chiaro segnale che i lavori sul ponte di via Cadorna stanno procedendo”. Se lo dice lui tanto basta?
L’assessore auspica che i lavori si possano fare in estate, potendo contare su un afflusso di utenza minore. La chiusura totale prevista sarà, dice lui, di quattro mesi, quella parziale di tre. I lavori però dureranno circa un anno.E comunque sono pur sempre 365 giorni di disagi certi..
Oggi si scopre che sono necessari interventi di monitoraggio e verifica della pila centrale. In contrasto con le più elementari buone regole dell’arte che imporrebbero di eseguire l’analisi di una struttura prima di procedere al suo restauro, scopriamo che queste verifiche verrebbero affidate solo oggi. Sorge spontanea una domanda: cosa sarebbe successo se il primo progetto fosse stato portato a concreta realizzazione, visto che i lavori erano già stati appaltati? Siamo da sempre in presenza di un pericoloso dilettantismo sia da parte degli amministratori che probabilmente anche da parte dei precedenti progettisti dell’opera. Facendo un esempio, non poi tanto banale, sarebbe come affidare lo studio di una verifica statica di un fabbricato dopo che si è proceduto ad eseguire un intervento di ristrutturazione…
In chiusura: “Si mettessero d’accordo. Se i lavori di Pagliari non partissero entro l’estate del 2026 ci rimetterebbe la faccia, se partissero il sindaco potrebbe rimetterci ben altro.Oggi di certo e da troppi anni è la città a rimetterci. E continuerà a rimetterci. Uno sperpero di danaro pubblico inusitato per obiettivi e progetti sbagliati, certamente inconcludentiOggi di certo e da troppi anni è la città a rimetterci. E continuerà a rimetterci. Uno sperpero di danaro pubblico inusitato per obiettivi e progetti sbagliati, certamente inconcludenti. Non è certo un “caso” che la maggioranza sostenga che per ridurre i tempi di realizzazione della “nuova” infrastruttura del ponte è buona cosa spendere una valangata di soldi. Gli è rimasto solo questo per giustificare una serie di errori che in tempi diversi avrebbero già liquidato un sindaco che si è dimostrato non all’altezza della situazione. Con la presunzione e l’arroganza non si va da nessuna parte. Si creano solo danni e la carenza di umiltà in Bergamaschi sta costando troppo cara a tutti quanti.
È tempo di una parola definitiva sul ponte. Ad oggi siamo ancora a ieri! Un pessimo modo di amministrare a dimostrazione che siamo sempre più a rimorchio di amministratori autoreferenziali e dilettanti.
Presenterò comunque una interpellanza per costringere chi di dovere a farci capire di che “morte si morirà” e soprattutto a confrontarsi con trasparenza, lealtà e sincerità”.