Il presepe che racconta
la storia di Monte Cremasco
Una natività speciale che racconta la storia di una comunità: è il presepe di Monte Cremasco allestito davanti al sagrato della Chiesa, frutto della creatività, ingegno e tanta passione dei ‘Muccesi’, un gruppo comunitario dalla forte identità locale nel quale spiccano i volontari del presepe. Uomini e donne che, da metà novembre fino al giorno dell’Immacolata, sfidando le temperature gelide, portano avanti una tradizione che è nata negli anni 90, prima solo con la Natività, poi piano piano recuperando materiali di scarto e deposito da una cascina, hanno rappresentato la vita dei ‘Muccesi’ attraverso i mestieri, le case e i luoghi di culto.
“Abbiamo cercato di fare delle cose del nostro paese – spiega Franco Carimati, volontario dell’associazione “Amici del Presepe” di Monte Cremasco – abbiamo fatto il nostro santuario, riprodotto il nostro santuario, una cascina agricola, una cascina vecchia con dentro i mestieri, abbiamo cercato di creare un po’ tutto quello che c’è qua in zona da noi”
“Abbiamo voluto rifare il ‘Monte cremasco’ dei nostri nonni – ha aggiunto anche Agostino Parmigiani, volontario dell’associazione “Amici del Presepe” di Monte Cremasco – perché c’è un osteria che era un ostello, c’è il fabbro che era in centro paese, c’è il falegname, piccoli artigiani del nostro paesino negli anni ’50 e ’60”.
Una Natività che racconta la storia vera e viva degli abitanti del paese di Monte Cremasco, i Muccesi. Incantevole la natività che accoglie visitatori all’ingresso del presepe: 1.140 roselline di lana fatte all’uncinetto dalle donne volontarie.
“Devo dire un grazie davvero sentito ai volontari ma anche alle volontarie – ha concluso il parroco, Don Mario Botti – perché c’è anche un bel gruppo di donne che collabora insieme agli uomini che si danno da fare con tanta passione e tanta generosità e anche dalla loro voglia di stare insieme e di realizzare qualcosa di bello a beneficio di tutti”.
Sabrina Grilli