Via libera da Regione alla nascita
delle comunità di Pianura
La Commissione Autonomia e riordino delle autonomie locali del Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla risoluzione che apre la strada alla nascita delle Comunità di Pianura, un nuovo modello di collaborazione tra amministrazioni locali pensato per sostenere i piccoli e medi Comuni nel governo dei servizi e nella capacità di progettazione.
“È un passo in avanti concreto verso una pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini – dichiara Riccardo Vitari, consigliere regionale cremonese della Lega. Nella nostra pianura esistono realtà virtuose, ma molte Amministrazioni affrontano quotidianamente problemi relativi alla carenza di personale e carichi burocratici pesanti. Dare la possibilità ai Comuni di unirsi in un’organizzazione stabile permette di condividere competenze, ottimizzare risorse e garantire servizi migliori senza togliere identità a nessuno. Non parliamo di fusioni obbligate né di centralismo. Al contrario, questo strumento valorizza l’autonomia locale, perché mette i Comuni nella condizione di scegliere liberamente se collaborare e in quali ambiti. Semplifica l’accesso ai bandi, migliora la programmazione e rende più semplice affrontare sfide che singolarmente sono difficili da sostenere”.
“Ora l’obiettivo – spiega Vitari – è accompagnare i territori in questa fase, affinché il modello diventi operativo il prima possibile. Le Comunità di Pianura possono diventare un motore per servizi più moderni, più rapidi e più vicini alle persone. Per chi vive nei nostri paesi significa risposte più rapide, più opportunità e una pubblica amministrazione che funziona meglio. Continueremo a lavorare perché questo percorso porti benefici reali ai Comuni cremonesi e dell’intera Lombardia”.
Soddisfatto anche il consigliere regionale del PD Matteo Piloni: “Si tratta di un primo passo concreto – dichiara il consigliere dem – che nasce dall’esperienza dell’area omogenea cremasca, riconosciuta da Regione Lombardia come modello virtuoso di gestione dei servizi in forma associata.”
Quali sono le finalità del documento? “Rendere territorialmente omogenea la gestione dei servizi, portare economie di scala ai Comuni, dove la carenza di personale è sempre più grave, e garantire una maggiore capacità di controllo sui servizi resi” spiega Piloni.
“Bisogna iniziare a dare risposte ai territori, migliorando la qualità dei servizi ai cittadini e incentivando forme di gestione associate territorialmente omogenee, anche attraverso società in house, cioè pubbliche, che mettano al centro il ruolo dei sindaci, la qualità dei servizi e il loro controllo.”
“Il prossimo passaggio vedrà protagonista il Consiglio regionale della Lombardia, che discuterà il testo della risoluzione e che, partendo dall’esperienza cremasca, potrà valutare l’avvio di un percorso legislativo per riconoscere le comunità di pianura come nuovi strumenti di governo del territorio” conclude Piloni.