Scuole

L'impegno del Racchetti-Da Vinci
contro la violenza di genere

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Liceo ha dedicato una settimana intera a momenti di formazione, riflessione e sensibilizzazione. Le iniziative, promosse dalla Commissione contro la violenza di genere, composta dal referente prof. Giorgio Dognini e dalla prof.ssa Sara Locatelli, con il supporto della referente di Educazione civica prof.ssa Ada Cazzamalli, hanno coinvolto l’intera comunità scolastica, insieme con gli studenti eletti in Consiglio d’Istituto e nella Consulta Provinciale Studentesca.

Ecco le parole di Claudio Venturelli, Dirigente Scolastico dell’Istituto Il 25 novembre non è mai solo un momento simbolico: più di 50 donne uccise solo nel 2025. Dietro ai numeri si nascondono storie di violenza economica, psicologica, di stalking e molestie. La scuola deve impegnarsi a cambiare la cultura che genera questa violenza, e lo fa con continuità ormai da cinque anni, attraverso progetti e iniziative che promuovono rispetto e pari opportunità.

Il percorso è iniziato il 15 novembre, quando alcune classi hanno visitato la mostra “Com’eri vestita?”, allestita nelle Sale Agello del Centro Culturale Sant’Agostino. L’esposizione, che ricostruisce gli abiti indossati da vittime di violenza sessuale, invita a riflettere sul fenomeno della vittimizzazione secondaria e sul pregiudizio che tende a responsabilizzare le donne per la violenza subita.

Interviene la prof.ssa Sara Locatelli: La violenza contro le donne è un’emergenza culturale che riguarda ogni livello della società. Per questo il nostro Istituto propone iniziative che stimolano una riflessione autentica. Nutriamo una fiducia totale nell’educazione dei giovani e delle giovani e non smetteremo di impegnarci a promuovere un cambiamento che è fondamentale.

Il 24 novembre gli studenti hanno seguito in streaming l’incontro “Una fimmina calabrese. Così Lea Garofalo sfidò la ‘ndrangheta”: un ritratto intenso della donna-coraggio che scelse di tagliare i legami con la criminalità organizzata, pagando con la vita la sua ricerca di libertà e giustizia. La sua storia è diventata un simbolo del coraggio femminile e della possibilità – grazie alle fimmine – di un futuro diverso, libero dall’oppressione mafiosa.

Sempre il 24 novembre, in Aula Magna, si è svolto l’incontro con la rete Con-tatto, attiva nel contrasto al maltrattamento di donne e minori, con la partecipazione dell’avvocata Cecilia Gipponi, della coordinatrice Daniela Venturini e della psicologa Rosalba Torretta.

Il 25 novembre gli atri dei tre licei sono stati arricchiti da installazioni simboliche, delle sedie rosse collocate agli ingressi dell’Istituto: un segno visibile in memoria delle donne vittime di femminicidio, ispirato alle “panchine rosse” presenti in molte città italiane.

La sedia rossa, collocata all’ingresso del nostro Liceo, ricorda le donne che non ci sono più. È un segno che ci accompagna ogni giorno e che invita a tenere alta l’attenzione su un fenomeno che non può essere ignorato. La scuola ha il dovere di educare i cittadini e le cittadine di domani a un’autentica cultura del rispetto, afferma il prof. Giorgio Dognini.

Non solo: nel giorno della ricorrenza, l’intervallo è stato eccezionalmente prolungato a 20 minuti per consentire la lettura di una testimonianza sul tema della violenza di genere. Alle 11:00, al suono della campanella, i Rappresentanti d’Istituto hanno condiviso con tutte le classi la lettera di Angelica Martellone, studentessa bolognese che dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin ha voluto farsi portavoce di tutte le ragazze che, come lei, hanno paura dell’ amore, ormai minate dalla paura e dall’insicurezza che i femminicidi hanno impresso indelebilmente nell’animo femminile, invitando a un momento di silenzio e riflessione collettiva.

Nei giorni precedenti, i Rappresentanti avevano inoltre distribuito un nastrino rosso a ogni studente da indossare durante la giornata e un nastro rosso per ogni classe, da appendere alla porta come gesto simbolico di partecipazione. Il percorso dedicato al 25 novembre conferma ancora una volta l’impegno del Liceo nel promuovere una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla consapevolezza. Un impegno che non si esaurisce in un’unica giornata, ma prosegue ogni giorno come fondamento del nostro Istituto.

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