Crema, in Piazza Trento e Trieste
la festa delle Forze Armate
Anche a Crema è stata celebrata la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con la proclamazione del bollettino della vittoria e la deposizione della corona d’alloro davanti al monumento ai caduti di piazza Trento e Trieste. Un rituale ben scandito a cui hanno partecipato i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e il comitato di coordinamento delle associazioni combattentistiche del territorio e il sindaco della città Fabio Bergamaschi che ha sottolineato come questa ricorrenza ci inviti a ricordare i sacrifici di chi nelle trincee della Grande Guerra contribuì con il proprio coraggio a completare l’Unità d’Italia e a riflettere sul significato di quell’unità oggi nel tempo complesso che viviamo.
“Oggi celebriamo la Festa dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, memoria viva di un popolo che ha saputo riconoscersi nella propria storia e nel valore della libertà. È una ricorrenza che ci invita a ricordare, ma anche a riflettere. Ricordare i sacrifici di chi, nelle trincee della Grande Guerra, contribuì con il proprio coraggio a completare l’unità d’Italia. Riflettere sul significato di quella unità oggi, nel tempo complesso che viviamo. La storia delle Forze Armate è la storia stessa del Paese: l’Esercito, la Marina, l’Aeronautica, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno accompagnato la Repubblica nel suo cammino, custodendone la sicurezza, la legalità, la democrazia. Sono pilastri su cui poggia la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei valori costituzionali. Il loro servizio rappresenta, ogni giorno, la fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione.
Dietro ogni uniforme vi è una promessa: quella di difendere non soltanto un territorio, ma un’idea di convivenza fondata sulla libertà, sulla giustizia e sulla solidarietà. Il giuramento prestato alla bandiera è il segno più alto di questo impegno: adempiere con disciplina e onore ai doveri verso la Patria, e proteggere la vita e i diritti di ogni cittadino. Viviamo in un tempo in cui la pace, che credevamo conquistata per sempre, è tornata fragile. L’Europa è attraversata da conflitti al suo interno o alle porte, dal dramma della guerra in Ucraina alle tensioni che infiammano il Medio Oriente. Sono crisi che ci interrogano profondamente e che chiedono all’Italia di essere, ancora una volta, presidio di equilibrio, dialogo e civiltà.
Le nostre Forze Armate, nelle missioni sotto l’egida delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e della NATO, testimoniano ogni giorno la vocazione dell’Italia alla pace, alla cooperazione e alla tutela del diritto internazionale. Il loro operato, spesso tanto silenzioso quanto determinante, offre un contributo di sicurezza non solo al nostro Paese, ma all’intera comunità internazionale. In un contesto globale di instabilità, la loro presenza è garanzia di affidabilità, di autorevolezza, di speranza. Sovente mostrano il volto migliore dell’Italia: un’Italia che serve, che protegge, che costruisce ponti, che difende la persona umana. Ma la difesa della Patria non si esaurisce nell’impegno militare. Si estende al tessuto civile e sociale che rende forte la nostra democrazia. Difendere l’Italia significa anche lottare contro le disuguaglianze, promuovere il lavoro, tutelarne la dignità, garantire il diritto allo studio, promuovere la giustizia sociale, sostenere chi è più in difficoltà. Significa rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, perché senza fiducia non c’è unità, e senza unità non c’è futuro.
La libertà è un dono ereditato che non è dato per sempre: è quindi una responsabilità che si rinnova ogni giorno. L’Italia, per essere viva, un luogo capace di disegnare un futuro desiderabile, ha bisogno della partecipazione dei suoi cittadini, della loro coscienza civica, della loro volontà di custodire ciò che le generazioni precedenti hanno costruito con sacrificio, con amore ed una passione civile oggi a troppi sconosciuta. In questo 4 novembre, la nostra riconoscenza va a tutte le donne e gli uomini che indossano l’uniforme dello Stato, e alle loro famiglie, che ne condividono la dedizione. A loro e a chiunque opera al servizio della collettività, va il ringraziamento della Repubblica. Celebrare questa giornata non significa soltanto ricordare il passato: significa rinnovare un patto di responsabilità verso il futuro.
Un futuro di pace, di democrazia, di solidarietà, nel quale ogni cittadino si senta parte di una comunità viva e unita. L’Italia è nata dall’impegno, dal sacrificio, dalla speranza. E continuerà a vivere se sapremo custodirla con lo stesso spirito.
Viva l’Unità Nazionale, viva la Repubblica, viva l’Italia“.