Scuole

Sergnano mette lo scuolabus
in vendita: la minoranza non ci sta

Immagine di repertorio
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Il comune di Sergnano mette in vendita il suo scuolabus. Infatti, il mezzo acquistato nel 2023 per circa 70mila euro, non ha riscosso il successo sperato dall’amministrazione Giroletti, che ora avrebbe deciso di cederlo.

Sulla questione è intervenuta l’opposizione del paese cremasco, i due gruppi “Siamo Sergnano” e “Scelgo Sergnano”, che accusano la mancata visione da parte del sindaco della possibile carenza di adesioni sul mezzo scolastico.

“Una storia difficile da credere quella dello scuolabus – dichiara la minoranza – che va a gravare sulle casse dei contribuenti a causa di scelte decisamente discutibili. Solo tre anni fa, nell’autunno ’23, il mezzo veniva inaugurato e benedetto, ora è in vendita. Questo è un esempio di cattivo governo”.

I gruppi congiunti di opposizione sottolineano come, nel corso di questi anni, ci siano state delle disavventure che avrebbero potuto mettere nei guai la gestione del mezzo: “Lo scuolabus di Sergnano che veniva parcheggiato a Bagnolo Cremasco durante le pause: un mezzo che doveva fare 6 km al giorno, si ritrovava a farne 60. Inoltre, per più di un mese, il veicolo girava con la revisione scaduta, restando poi fermo in attesa di farla”.

“Al netto di questo – prosegue il comunicato – la domanda da chiedersi sarebbe quella di capire come mai siano calate drasticamente le adesioni. Proviamo a fornire delle risposte: da qualche anno le nascite e, di conseguenza, alunni/e sono diminuiti, non bastava seguire l’andamento demografico del paese? La retta è salita da 50 a 200 euro, magari le famiglie saranno state scoraggiate ad accedervi; prima di vendere il mezzo, non si poteva assumere un’altra persona che aiutasse l’unico cantoniere? Ed infine, siamo così sicuri che il servizio trasporti delle uscite didattiche delle scuole materne, elementari e medie di Sergnano, unite al Grest in estate, costi meno della manutenzione di un mezzo proprio? Spese che aggraveranno ulteriormente sulle casse delle famiglie del paese”.

“Il buon governo è fatto di riflessioni vere – conclude la minoranza – con la capacità di guardare lontano, anticipare le cose e gli andamenti di vita. Ma questo modo di fare ci sembra proprio avviato verso una lenta e inesorabile estinzione”.

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