Sport

Alessandro Vanotti
al Panathlon Crema

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Una vita da gregario, come la “vita da mediano” cantata da Ligabue, ma senza vincere un mondiale: questa la sintesi della serata organizzata dal Panathlon Club Crema che ha avuto quale protagonista l’ex ciclista Alessandro Vanotti, che ha presentato il suo libro “Gregario. Una vita al servizio dei campioni”, scritto per le edizioni Bolis con Federico Biffignandi.

Prima di parlare del libro, i saluti del presidente Massimiliano Aschedamini e l’intervento della vicepresidente Monica Bernasconi, a pochi giorni dal successo della quinta edizione del Triathlon Sprint Città di Crema, nel ricordo del papà Piero. Vanotti, bergamasco di Almenno San Salvatore ha ricordato la sua famiglia ricca di ciclisti, bisnonno, nonno, padre ed ha parlato della sua passione per la bici, del percorso che l’ha portato al professionismo, delle difficoltà lavorative, famigliari e personali, che l’hanno portato presto a diventare adulto, ma ha parlato anche dell’infanzia e della gioia di essere “gregario”, figura centrale nei successi dei campioni, e metafora stessa della vita.

Lui, indicato dalla Gazzetta dello Sport tra i 5 gregari più influenti della storia del ciclismo, visto il suo rapporto fraterno con Vincenzo Nibali, trionfatore al Tour de France nel 2014 e due volte al Giro d’Italia (2013 e 2016), solo per citare qualche successo. Di questo e di tanto altro, tra aneddoti e curiosità è ricco il suo libro, dove si ripercorre anche la sua carriera, dalle vittorie da dilettante, al professionismo, grazie al direttore sportivo Gianluigi Stanga, che notò la sua caratteristica di gregario e regista, poi il passaggio alla Liquigas, team straordinario degli anni duemila e infine Astana, per seguire lo stesso Nibali.

“Da giovane scelsi la squadra che mi pagava meno, ma che era più vicino a casa, così potevo stare vicino a mia madre che cominciava a non stare bene, perché ho sempre messo al centro i valori ed il progetto”, ha detto Alessandro Vanotti, per il quale “l’etica nello sport è tutto”. Scherza quando dice “i primi scrivono i libri non il gregario, ma il gregario può raccontare molte sfaccettature”, ed è quello che ha fatto nel libro e in tutta la sua apprezzata carriera, proseguendo anche dopo il ritiro dall’attività agonistica, prima da imprenditore nel mondo del cicloturismo con la Vanotti Cycle Camp, poi con il progetto giovanile, Vanotti Cycle Team, dove attenzione ai giovani, formazione, rispetto, valori, sono sempre essenziali nella promozione dello sport.

Ilario Grazioso

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